Il piccolo borgo di Pierosara



Oggi vi porto a Pierosara, un borgo che ho scoperto per caso facendo un sentiero che dall'Abbazia delle Chiuse di San Vittore ed oltrepassando il ponte romano, giunge in meno di 15 minuti a questo piccolo paese, un vero gioiello incastonato tra le colline marchigiane, nel cuore del Parco della Gola della Rossa.

Questo antico borgo un tempo si chiamava Castel Petroso: il castello sorgeva in un posto roccioso e sovrastava la vallata;oggi quello che ne rimane è la torre risalente al XI secolo nella Piazza principale.
Da Piazza Coriolano Bruffa, primo presidente delle Grotte di Frasassi, si può ammirare un bellissimo panorama dell'alta valle dell'Esino, da Cerreto d'Esi alla Gola della Rossa.

Qui ci sono tre panchine, dove è possibile fermarsi, rigenerarsi, ascoltare il rumore del vento e perché  no, dedicare un momento per immaginarsi la leggenda che da' il nome al borgo : Pierosara.


La storia narra dell'amore sfortunato di questi due giovani: Piero e Sara, due promessi sposi che vivevano entrambi nel borgo di Castel Petroso.
Purtroppo della bella Sara se ne era innamorato anche il feudatario del Castello di Rotorscio, il conte Ravellone che decise di rapirla per sottrarla al suo amato Piero.
Una notte il conte decise di introdursi nella rocca e portare via la dolce Sara ma i cittadini, scoperto il rapimento, scatenarono una feroce battaglia contro i seguaci del conte.
Messo alle strette il Conte Ravellone uccise Sara che teneva fra le braccia e la sorte non andò meglio al giovane Piero che una volta davanti a lui venne colpito da una scure.
Per ricordare questo triste avvenimento Castel Petrose divenne Pierosara.






Controindicazioni del cammino: LA SANTIAGHITE!



La preparazione fisica, quella mentale, lo zaino, le tappe, i giorni di ferie che non bastano, i mezzi di trasporto per arrivare al punto di partenza, gli albergue, il phon, sono alcuni dei tanti problemi che ti assalgono prima di partire.
E’ il tuo primo cammino, sei ansiosa e sei molto dubbiosa se riuscirai a cavartela sempre e se i tuoi piedi reggeranno il ritmo dei 25/30 km al giorno.



Coraggio

Parti

Non devi temere di niente

Anzi c’è solamente una cosa che devi temere...è il post-cammino, è il momento del ritorno.
Attenzione nella maggioranza dei casi ti verrà diagnosticata una malattia molto diffusa tra i pellegrini ritornati da Santiago: la Santiaghite.

Te ne avranno parlato...vero?

Ecco cosa dovrai affrontare al tuo ritorno se deciderai di partire.
 



1 - IL CAMMINO TI CAMBIA

Non ci credevo quando leggevo questa frase, IL CAMMINO TI CAMBIA, si..ma in che modo, e a me farà effetto?
Vuoi la verità?

La verità è che il cammino non ti cambia.

Il cammino ti cambierà se sarà il momento giusto per te, se sarai predisposta a cambiare, se perderai il controllo della tua vita e ti lascerai andare a tutto quello che il cammino ti regalerà.

Solo così avverrà il cambiamento.

Sono sicura avrà un effetto maggiore se il cammino lo farai da sola.
Siamo sempre alla ricerca di qualcosa, qualcosa dentro di noi che abbiamo sepolto, e probabilmente il cammino fa spazio a questo, o meglio toglie la polvere dal nostro cuore, ci fa godere dell’essenziale, delle piccole cose che nella vita quotidiana nemmeno ce ne rendiamo conto.
Una doccia calda, una maglietta pulita, un pasto pronto, un sorriso , la complicità e la gentilezza delle persone.
Tutte cose che ritroveremo durante il cammino e ci sembrerà un dono.

Sei pronta ad accogliere questo cambiamento?

2 - UNA VOLTA FATTO NON NE PUOI FARE PIU’ A MENO

Detto così sembra una droga o una medicina, qualcosa che crea dipendenza e che ti da’ sollievo.

In effetti è così.

Ti renderai conto che l’unica cosa che ti riporti a quei fantastici giorni è camminare, camminare in mezzo alla natura, estraniarsi dalla vita frenetica di tutti i giorni e rifugiarsi nei tuoi passi, nella natura e nei tuoi silenzi.
Quindi una volta fatto il Cammino di Santiago, che siano 800 km o che siano 100 km, ripartirai…  lo so, quello di Santiago non ha paragoni, perché è proprio Santiago che è magica, Piazza Obradoiro  che è una scatola di emozioni. 
Ma qualsiasi cammino ti regalerà emozioni nuove e paesaggi diversi. 
Non meno belli ma semplicemente diversi.

3 - DIVENTERAI UNA TUTTOLOGA DEL CAMMINO

Si, il primo passo per  risolvere un problema è riconoscere la sua esistenza.

Il problema è che una volta fatto il cammino parlerai  e ti ritroverai sempre a parlare di quello, quindi ti iscriverai a tutti i gruppi Facebook, a tutti forum riguardanti il Cammino, tutto pur di parlare con persone che hanno vissuto la tua stessa esperienza, condividendo emozioni, dispensando consigli su scarpe, zaini, albergue ecc; perché TU LO SAI come vanno le cose, TU LO HAI FATTO.

In ogni cosa vedrai il cammino.
Alla vista di una conchiglia griderai al miracolo, alla vista di pellegrini che camminano sul ciglio della strada indosserai gli occhi a cuoricino e dirai “anche io!”, ogni volta che vedrai una freccia penserai che sia un segno, Giacomo diventerà il vostro nome preferito.

Sei pronta a diventare così patetica e monotematica?

4 – LA TUA CASA DIVENTERA’ UNA SECONDA SANTIAGO

Tutto quello che avrai vissuto sarà appeso sulle pareti di casa.
Dopo il cammino ti rilasserai nei vicoli di Santiago, facendo qualche acquisto per ricordarvi di questa esperienza unica.
Ok, questa è la versione soft, non ti volevo spaventare, ma in realtà svaligerai i negozi di souvenir portandoti a casa conchiglie (per tutto il paese), calamite, bracciali, anelli con Ultreya e Suseya, orecchini e collanine a forma di conchiglia, mattonelle con frecce e conchiglie in rilievo. 
Addobberai casa ad albergue del pellegrino!
La Compostela, la Muxiana e la Finisterriana, saranno le vostre coppe, il vostro trofeo, quello che non avete mai vinto,  ma lo sapete che non hanno lo stesso valore. 
Hanno un sapore che non c’entra niente con la vittoria ma hanno un sapore che dicono “Io ce l’ho fatta e posso farcela”, queste pergamene avranno la loro collocazione in un quadretto ben in vista nel salone, a discapito della pergamena della vostra laurea.


5 - TU HAI FATTO IL CAMMINO DI SANTIAGO…PUOI FARCELA SENZA PROBLEMI!

Senza saperlo, una volta che avrai fatto il cammino diventerai in automatico un supereroe.

Dopo che passerai sempre più spesso da una persona monotematica e magari per un attimo non ci pensi al cammino, ecco che se ne vengono fuori dicendo: “dai che ti lamenti, tu hai fatto il cammino di Santiago!”
Non potrai più lamentarti, perché tu hai fatto il cammino.
Si, io ho fatto il cammino di Santiago ma non sono un supereoe e pronta a fare qualsiasi trekking o esperienza da survivor, non sono immune nel lamentarmi,  e potrei anche voler dire (a volte) che sono stanca dopo 5 km di passeggiata in centro sotto il sole.
Quindi cara non avrai scuse. 

Hai fatto il cammino questa è la tua croce..puoi scalare l’Everest senza problemi, senza fatica e senza fiatare!


Siete pronti agli effetti collaterali del Cammino?

Una gita fuori porta a Monte Cerignone e pranzo al Birrificio BAAM




Una domenica di inizio primavera, ancora troppo freddo per indossare il giubbetto di pelle, ma al sole si sta bene come a giugno in maniche corte.
La primavera è così, arriva e ti spiazza, capisci che oltre a non avere niente da mettere, sai che se proverai ad azzardare avrai in regalo un bel mal di gola!

Una gita fuori porta con gli amici a due ore d'auto da casa, un mix tra cultura e cibo è il compromesso di noi trentenni; molto spesso prima decidiamo dove mangiare e poi ci attacchiamo una piccola escursione o passeggiata, si perché il pranzo della domenica è sacro, e a noi ci piace mangiare!


Il ristorante dove abbiamo prenotato per il nostro pranzo è il Birrificio Agricolo Alto di Montefeltro, una struttura nuova, giovanile e dove si beve birra artigianale a volontà.


Ci troviamo in provincia di Pesaro Urbino, nella zona storica dei Montefeltro, alla falde del Monte Faggiola su di uno sperone di roccia svetta il borgo di Monte Cerignone con il suo castello.

Un paese sospeso, dove si respira aria d'altri tempi, un piccolo rifugio dalla vita mondana della riviera tra le colline del Montefeltro.

La Rocca di Monte Cerignone, eretta nel XII secolo dai primi conti di Montefeltro è un luogo particolare che ha saputo mantenere con il passare del tempo il suo fascino, e custodire al suo interno una storia ricca e avvincente.

Passeggiamo tra i vicoli stretti del borgo da Piazza Begni, prima di arrivare alla rocca si incontrano diverse chiese tra cui quella parrocchiale di San Biagio, la seicentesca chiesa della Confraternita della Madonna del Divino Soccorso, e la chiesa di Santa Caterina.

Lasciamo alle spalle il borgo con i suoi profumi che stuzzicano l'appetito, è evidentemente ora di pranzo, superato un arco a sesto acuto ci affacciamo dalla terrazza ad osservare senza parole il panorama davanti!  






Pochi passi più in là, un bellissimo giardino botanico ricco di piante ed erbe aromatiche, appoggiato alla parete il busto di Uguccione della Faggiola, importante condottiero. 








Al primo piano la Rocca ospita il Museo Contadino, una sala dedicata agli antichi mestieri di un tempo, come quello del falegname e del piccolo artigiano; mentre al secondo piano al momento è allestita la mostra di Andrea da Montefeltro per il progetto Arcana "Il leone del Nuovo Orizzonte".














Dopo aver provato diversi utensili e attrezzi da lavoro, decidiamo che è arrivata l'ora di lasciare questo bellissimo posto…affamati di cultura si, ma è giunta l'ora di mettere a tacere il brontolio della nostra pancia!
@burzob




Come avevo scritto in precedenza andremo a mangiare al BAAM, un birrificio agricolo in un casolare a pochi minuti dal centro di Monte Cerignone.

Al piano terra si produce birra e al primo piano la si beve, e si ha la possibilità di mangiare prodotti che vengono coltivati direttamente dalla loro azienda agricola. 

Con un menù fisso abbiamo assaggiato diversi piatti, ma il loro cavallo di battaglia è la pizza alla romana con i salumi nostrani, accompagnata da una birra IPA davvero speciale!








Dopo aver mangiato e bevuto come se non ci fosse un domani, finalmente ci alziamo dal tavolo e andiamo a sgranchirci le gambe passeggiando nella verde e soleggiata campagna, fino ad arrivare alle sponde del fiume Conca. 






Bene, vi ho raccontato di questa domenica "alternativa", piacevole e spensierata,  spero di avervi dato uno dritta e magari un suggerimento per la vostra prossima gita fuori porta!





Le coordinate sono:


Monte Cerignone per raggiungerlo dall’autostrada A14 uscire a Cattolica, quindi imboccare la provinciale Valconca attraversando San Giovanni in Marignano, Morciano di Romagna e Mercatino Conca, seguendo poi le indicazioni per il paese.


Birrificio Agricolo Alto Montefeltro BAAM:
Via Poggio Rosso, 2, 61010 Monte Cerignone
+39 331 789 7290
info@baam.beer
Aperto dal Giovedì al Sabato dalle 19 alle 23. Aperto la domenica dalle 12 alle 15 e dalle 19 alle 23. Chiuso il lunedì, il martedì e il mercoledì.



***
                                           
💓Sicuramente ritorneremo a Monte Cerignone, e perché no forse proprio nel periodo delle Giornate Medievali a luglio, per partecipare al palio e tuffarci nel Medioevo con giullari, cartomanti e trampolieri.


Weekend nel cuore dell'Abruzzo


Un weekend di cultura e natura nel cuore dell'Italia.


Un weekend abruzzese per spezzare la routine e ossigenarsi tra le montagne,  scoprendo borghi e castelli; abbiamo bisogno di farci sorprendere e fare una scorpacciata di luoghi nuovi da vedere.

Un itinerario di qualche giorno per scoprire un Abruzzo nascosto e autentico, scegliendo come punto di partenza un Agriturismo nel piccolo borgo di San Demetrio ne' Vestini.




L'Agriturismo l'Antica Dimora è un casolare in mattoncini totalmente ristrutturato dopo il terremoto del 2009 con stanze confortevoli vista montagne e un'accoglienza molto calorosa da parte della padrona di casa.

















In questo paese oltre a mangiare ottimi arrosticini al Ristorante Mordi e Fuggi, è possibile visitare a pochi chilometri le Grotte di Stiffe, un complesso di grotte carsiche attive formate dalla presenza di un fiume sotterraneo. 

La cosa più straordinaria da vedere è il salto delle due cascate sotterranee nelle due stanze principali.








Dopo Stiffe, la strada che percorriamo è un susseguirsi di piccoli borghi che sembrano essere sospesi, arroccati sulle montagne, ognuno con il proprio castello.





Tussio

Tussio è un piccolissimo borgo medioevale nell'Altopiano di Navelli, ne sono venuta a conoscenza per i mercatini di natale, e quel manifesto letto sul web mi ha incuriosito subito tanto da organizzare questa mini tour.
Devo dire che il mio intuito non mi ha tradito, il borgo di Tussio è stato per noi una bellissima scoperta.


Un giro per i vicoli stretti, le casette costruite con malta e pietra rispettano ancora la struttura originale del borgo fortificato, l'atmosfera natalizia rende tutto così fiabesco e lontano dai giorni nostri.
I zampognari, il profumo delle caldarroste, il fuoco, le lucine, le tante letterine di natale scritte dai bambini delle scuole elementari appese e sparse per il paese, donano vita e speranza a questo piccolo borgo dormiente.



San Pio delle Camere



San Pio delle Camere si nota subito dalla strada per la posizione del Castello di San Pio, che sorge proprio sul monte Gentile dominando così l'abitato.
Oltre a quello di difesa,  il Castello forniva rifugio per la popolazione e per il bestiame nei momenti di maggior pericolo.




Bominaco

Ci spingiamo in alto, arrampicandoci con l'auto tra curve e boschi selvaggi, passando per il comune di Caporciano, arriviamo nel piccolo borgo di Bominaco che conta appena 56 anime.

Come tutti i borghi, anche Bominaco ha il suo castello, raggiungibile esclusivamente a piedi dopo una salitona di 15 minuti, ma il panorama ha dell'incredibile si vede in lontananza perfino Rocca Calascio.

Il castello aveva solo funzioni militari e non abitative, la sua posizione predominante rispetto alla piana Navelli permetteva di monitorare una vasta porzione di territorio 




Bominaco  pur essendo piccola possiede un tesoro immenso e inestimabile, come la Cappella interamente affrescata dell'Oratorio di San Pellegrino.
Una pagina molto importante di storia dell'arte abruzzese,  rimasta miracolosamente intatta dopo il terremoto.



Ritorniamo verso il Parco del Gran Sasso con una sosta al Santo Stefano di Sessanio, per poi andare a Calascio e scoprire la Rocca.


Santo Stefano di Sessanio

Santo Stefano di Sessanio è la patria delle lenticchie, qui si coltivano e si cucinano le lenticchie più buone che abbia mai mangiato! 


Il ristorante a cui abbiamo voluto dare la nostra fiducia è il Ristoro degli Elfi, una taverna calda e accogliente d'inverno,  mentre per le giornate di sole è possibile mangiare sotto ad un ampia veranda colorata. 














Da questo piccolo borgo medievale partono numerosi sentieri, in due chilometri con un trekking molto selvaggio, si arriva alla Rocca di Calascio.









Rocca Calascio 

Il castello di Rocca Calascio non ha bisogno di presentazioni ma è doveroso esaltarlo nella sua bellezza.

Inserito dal National Geographic tra i 15 castelli più belli del mondo; con i suoi 1450 metri d'altezza è il castello più alto d'Italia!

Per la sua posizione affascinante e misteriosa il castello è stato scelto dal mondo del cinema per girare le scene del film Il nome della rosa e Ladyhawke.
La Rocca costruita interamente in pietra calcarea locale, grazie alla sua posizione elevata ne faceva un punto di osservazione privilegiato e difensiv.

Fuori dal tempo e sospeso tra gli appennini del Gran sasso e della Majella, in un panorama mozzafiato che abbraccia tutti i monti di questa regione.
Da Calascio, o come vi dicevo prima da Santo Stefano in Sessanio, si arriva alla Rocca passando per il piccolo borgo e poi per la Chiesetta di Santa Maria della Pietà.




Il nostro weekend si conclude a Campo Imperatore, un luogo nostalgico che ci ricorda la nostra infanzia, tra prati immensi e cime innevate.





DA KIRUNA AD ABISKO in auto - La route 66 del nord : la E10




Oggi vi parlo, anzi vi mostro come arrivare da Kiruna ad Abisko in auto, una cittadina che si può raggiungere anche con altri mezzi come il treno e il bus.

La strada che porta da Kiruna ad Abisko è la strada europea E10, la route 66 del nord che parte da Å, un villaggio più a sud delle Isole Lofoten, fino a Lulea in Svezia.

Una strada spettacolare che collega la Norvegia con la Svezia, per una lunghezza complessiva di circa 850 km.
Il tratto di strada da Kiruna ad Abisko, quindi la parte svedese è larga e comoda, sono circa 94 km e limiti di velocità vanno dai 90 ai 110km.

Si attraversa un piccolo pezzettino della contea di Norrbotten, con i piccoli villaggi di Rautas e Rensjon  ed infine il meraviglioso lago ghiacciato di Tornetrask, sesto lago più grande della Svezia.


Guidare in un paese straniero mette sempre un po' d'ansia, la neve e il ghiaccio nel nord d'Europa non aiuta a rilassarsi, ma con alcune accortezze e massima attenzione è possibile farcela! ⛄

Dalla mia esperienza sia in Norvegia che in Svezia, vi posso dire che guidare non è così drammatico, certo ci vuole un po' di prudenza in più, ma non più ne meno  di quando c'è il gelo da noi nei mesi invernali.
Le auto che prenderete a noleggio (da agenzie serie e affidabili) avranno sicuramente le gomme chiodate, i chiodi nei pneumatici aumentano l'aderenza sulla superficie cosparsa di ghiaccio e neve.





In questo video girato a Febbraio nel tratto da Abisko a Kiruna, vengono ripresi tre minuti di pura magia, ad alcuni di voi sembrerà un paesaggio monotono, monocolore e statico..per me è incredibilmente affascinante.



Tutto totalmente ghiacciato, bianco e luminoso!


Mettetevi le cinture di sicurezza e salite con noi in auto..godetevi il paesaggio total white!

Si parte!









TRENTINO IN VAN - Dove dormire in campeggio nella Val Di Non



La soluzione migliore per scoprire il Trentino Alto Adige è girarselo a bordo di un van, dividere i giorni in tappe, fermarsi a dormire nei numerosi campeggi, vivere il territorio a stretto contatto con la natura. 
Alcuni studi sostengono che trascorrere molto tempo all'aria aperta sia un antidoto contro stress, ansia e depressione. La natura ha un ruolo importante, funge da multivitaminico, ci da la carica e ci protegge da tanti problemi! 

Quattro giorni non sono tanti, ma sono preziosi per staccare dalla routine e rifugiarsi tra le silenziose montagne; un itinerario avventuroso che tocca le valli e le vette più belle del Trentino Alto Adige: la Val di Non, il Parco Adamello Brenta e le Alpi Siusi.

La nostra prima volta "italiana" a bordo di un van Volkswagen T3 Westfalia preso con Yescapa, con lo spirito selvaggio ma allo stesso tempo dubbioso abbiamo dormito in questi tre campeggi trentini.



Non serve dirlo, ma tutte le valutazioni e descrizioni sono soggettive, secondo il mio parere di una neo- campeggiatrice.




Cartina alla mano siete pronti a partire?







Per scoprire la Val di Non e la Val di Sole abbiamo scelto il 
CAMPING PARK BAITA DOLOMITI – VILLAGE 
Via C. Battisti 18 – Sarnonico Alta Val di Non
info@baita-dolomiti.it
sito internet




Un piccolo villaggio immerso nel verde dell’alta Val di Non a due passi dal centro di Sarnonico, nel cuore delle Dolomiti del Brenta.

Il campeggio è un villaggio a misura di famiglia, con parchi giochi, grandi spazi di aree verdi, due piscine riscaldate, bar e ristorante tipico.
Dodici chalet in muratura dotate di cucina autonoma, bagno con doccia, area giardino riservato.








La nostra prima notte in campeggio


Le piazzole invece sono dotate di elettricità a pagamento, i servizi per la cura della persona si trovano in una struttura di legno con servizi igienici, docce, baby room, stireria, lavapanni, lavatrici e asciugatrici.

In reception potrete prendere tantissimo materiale per le vostre escursione e partire direttamente dal campeggio a piedi o in bicicletta.

WIFI GRATUITO








⇒ Abbiamo scelto questo campeggio come base per la nostra escursione a Fondo, al Canyon Rio Sass e al Lago di Smeraldo. Venti minuti di camminata per arrivare al paese di Fondo, usciti dal campeggio a sinistra seguite la passeggiata tra campi e pascoli che costeggia la statale.













Per scoprire la Val Nambrone, il Parco Adamello Brenta e la Val di Genova abbiamo scelto il 
CAMPING PARCO ADAMELLO
Località Magnabò 2 – Pinzolo
info@campingparcoadamello.it 




Il campeggio Parco Adamello è un oasi di pace poco distante da Pinzolo, ai piedi del bosco accanto al Fiume Sarca.







A noi ci è stata assegnata la piazzola accanto al torrente e vicino a due meleti, uno spettacolo al tramonto e per chi vuole addormentarsi sentendo il rumore dell'acqua.

Piazzole di diverse tipologie e grandezze e possibilità di dormire in chalet.
Ogni piazzola è dotata di corrente elettrica a pagamento, pulita e ben organizzata l'area servizi igienici con docce, baby room, locale lavapiatti, lavanderia, stireria, deposito scii.
Ampie zone verdi per i vostri figli e i vostri bimbi a quattro zampe!
Qui i cani sono i benvenuti, la ragazza della receptionist è un'appassionata di cani di qualsiasi taglia e razza, vi consiglierà i percorsi giusti per i vostri trekking tutti insieme!



WIFI GRATUITO 









⇒ Abbiamo scelto questo campeggio per la vicinanza con la Val Genova e la Cascata Nardis, da qui parte una camminata lunga circa due ore e arriva sotto la cascata, oppure in alternativa potete arrivarci con il van scegliendo se parcheggiarlo nei pressi della diga oppure proseguire fino a sotto alla cascata d’acqua.













Per scoprire le Alpi Siusi con la bellissima Ortisei abbiamo scelto il
CAMPING ALPE DI SIUSI SEISER ALM
Via Dolomiti 10 – Fiè allo Sciliar 950 s.l.m.
info@camping-alpedisiusi.com
sito internet

Mi piace definire questo campeggio il paradiso dei campeggiatori, perché è ideale per chi vuole stare a stretto contatto con la natura ma non rinunciare ai comfort e ai servizi di lusso. 








Un campeggio posto ai piedi delle bellissime Alpe di Siusi, dotato di aree sosta, piazzole, lodge, posti tenda, piscina, insomma è un "paese campeggio" che offre soluzioni diversificate per ogni tipo di vacanza.
I servizi si trovano tutti in una zona sotterranea interamente riscaldata e con una musica da sottofondo rilassante.
Una fontana al centro e a sinistra i servizi sanitari con i servizi igienici, il locale delle docce con l’acqua calda, la sala beauty per le donne con specchi e asciugacapelli (un sogno!)
Nella parte difronte troviamo la lavanderia, stireria, area per il lavaggio delle stoviglie, angolo amici a 4 zampe.

Oltre ad un utilissimo supermarket, dai prezzi non proprio economicissimi, potete godere di un piatto gourmet seduti al tavolo del ristorante “Zur Quelle” nella terrazza panoramica del campeggio.

Numerose sono le attività che propone il campeggio, ogni giorno in bacheca potrete trovare corsi, escursioni e trekking organizzati.



WIFI GRATUITO 





⇒ Abbiamo scelto questo campeggio come base per la nostra escursione ad Ortisei e al monte Seceda, la fermata del bus per Castelrotto (n.170) è vicinissima al campeggio e quindi utilissima se volete evitare di spostare il van!  








💗 Questo post rimarrà aperto, perché la voglia di campeggiare nelle Dolomiti non finisce qua!