DORMIRE IN UNA CAMERA PANORAMICA a KIRUNA - Svezia


Dormire immersi nel bosco innevato della Lapponia svedese, a pochi chilometri dal centro di Kiruna, in un posto magico, SURREALE.




L' Aurora Camp Village è il posto ideale per vivere un'esperienza unica. 

Amanti della tranquillità, della solitudine e cacciatori di aurore boreali... questo posto è il vostro paradiso! 



Non del tutto facile da trovare, soprattutto se andate durante la stagione invernale, il paesaggio total  white vi ingannerà, e sarà difficile ma non impossibile trovare la via per il campeggio.


* La strada per arrivare è sconnessa, e consiglio una guida sicura con un auto  con le gomme chiodate!






L'Aurora Camp Kurravaara si trova a 15 chilometri dal centro di Kiruna, sorge accanto al fiume Torne che d'inverno è ghiacciato ed estate è navigabile e punto di partenza per le battute di pesca.

Questo campeggio dispone di alcuni cottage, di diverse dimensioni e comfort,  ognuno curato nei minimi dettagli.


Tutti gli ospiti possono usufruire dei servizi del campeggio come la sauna, il bagno turco, la connessione internet, la sala relax, il ristorante (dove i pasti si prenotano in anticipo), e le tantissime escursioni che giornalmente vengono proposte dallo staff di Kiruna Guidetur.
Una garanzia!

Noi abbiamo scelto la ciaspolata, proprio nella collina vicino al campeggio, in stile into the wild, con accensione del fuoco e pranzo.
Una figata pazzesca che merita un post!







Il parcheggio è all'ingresso del campeggio, da qui per arrivare ai cottage bisogna seguire dei sentieri accessibili solo a piedi o in motoslitta. 


Noi per una notte abbiamo scelto di dormire nella Suite Panorama o Panorama View, una piccola cabina con un divano che si trasforma in letto; un piccolo angolo ristoro con a disposizione un bollitore elettrico e qualche tazza, ed infine una piccola cisterna d'acqua potabile. L'acqua corrente non c'è!

In una stanzetta piccola vicino all'entrata, si trova il wc chimico, che abbiamo scelto di utilizzarlo solo in caso di emergenza, che alla fine per fortuna non c'è stata! 





La camera non è molto economica per quello che offre, perché se devo dire la verità non c'era proprio nulla in dotazione, ma quello che noi volevamo c'era.


La possibilità di vedere al caldo, sotto le lenzuola e il piumone, l'aurora boreale da una grandissima finestra che occupava tutta la parete.




Un quadro in continua evoluzione, addormentarsi con le luci verde danzanti dell'aurora boreale e alzarsi con il cielo che si colora con il sorgere del sole. 

La neve.

Il silenzio.

Noi.



La natura che ci stupisce, ci commuove e ci fa rimanere svegli fino a tardi.

Una bellissima nottata che non dimenticheremo mai sicuramente, ma non posso negare che sia stato tutto così facile, sicuramente ci vuole molto spirito d'avventura!





Si, perché il prezzo abbastanza alto della suite, non significa che ci siano tutti i comfort di un hotel a 5 stelle! 



Quando dovevamo spogliarci dovevamo spegnere tutte le luci oppure tirare giù la tenda, perché eravamo in vetrina, anche se di fatto non c'era nessuna camera davanti a noi. 
Bagno in camera, o meglio wc chimico a disposizione, che ci costringeva ad andare alla toilette del campeggio che era distante circa 200 metri da noi; non sarebbe niente di  se non fosse che con -15 gradi e con la neve era un po' scomodo! 











Ma per una notte così romantica e spettacolare ogni piccolo sacrificio veniva fatto con il sorriso in bocca e qualche risata (forse isterica😅), bastava guardare fuori e dirsi: ne è valsa la pena!










Avete mai dormito in un posto da sogno uguale a questo?

Lasciatemi un commento!

DAIANO: PASSEGGIATA BADALO' E MASO DELLO SPECK - Val di Fiemme


Daiano è un piccolo paese di montagna, tra i più piccoli villaggi della Val di Fiemme e il più generoso se consideriamo le aziende che, proprio in questo comune, hanno deciso di aprire la loro attività produttiva.
Daiano, infatti, pur essendo così piccolino vanta di una apprezzata richiesta nel campo del turismo gastronomico, grazie alle eccellenze uniche come la birra e lo speck.



Le piccole realtà produttive sono ormai diventate consolidate e indispensabili per la Val di Fiemme, per citarne alcune mi viene in mente la famiglia Gilmozzi che dal 1999 produce con passione e professionalità la Birra Artigianale Fiemme; la famiglia Felicetti impegnata nella produzione di pasta con diversi tipi di grano ed il famoso Maso dello Speck, che produce il miglior speck della valle.

Ed è proprio qui in quest'ultimo posto che vi porterò con questo post...vi porto nel tempio dello Speck!

In località Pozze di Sopra, sull'altopiano delle Ganzaie, il
maso della famiglia di Tito Braito produce e vende carne e salumi della tradizione trentina, ma non solo, la baita è un accogliente ristorante e un luogo davvero speciale dove godersi del buon cibo mentre si ammira il panorama. 




Prima di sederci al tavolo del Maso dello Speck, ci godiamo il paesaggio facendo una passeggiata facilissima nel bosco circostante.

Dobbiamo meritarcelo questo pranzo, no?!?!




Passeggiata Badalò è un sentiero che si prende proprio davanti al maso tra mucche al pascolo, cavalli, asini e immensi prati verdi.

Lasciamo la lunga staccionata in legno e ci addentriamo nel bosco dove messi difronte ad un bivio scegliamo la direzione Badalò!
Abbiamo scelto molto bene, una camminata molto semplice ma allo stesso tempo affascinante, immersa nel bosco tra alti alberi secolari, abeti rossi, larici, pini silvestri, frassini e betulle.


Arriviamo a congiungerci con una stradina asfaltata chiamata via Belvedere e capiamo presto il perché.

Questa strada costeggia alcuni masi, è una via panoramica, da qui possiamo scorgere le vette più alte della Val di Fiemme, come la catena del Lagorai.










Riprendiamo il nostro cammino, passando per la strada principale che ci porterà direttamente al Maso dello Speck dove è arrivata l'ora di un meritato piatto prelibato!
Indecisi sul piatto da prendere, per iniziare scegliamo un tagliere con salumi misti, speck, formaggio, crema al rafano, per poi continuare con costine alla birra, canederli e polenta.
Questi sono solo alcuni dei piatti che vi consiglio di assaggiare!

Prima di lasciare questo posto speciale è doveroso fare una capatina allo shop per acquistare prodotti tipici made Tito Speck...possiamo portare via tutto?!?!?






Per info consultate il sito Maso dello Speck e il sito della Val di Fiemme, per scoprire le bellezze della valle. 

DA FONDO AL LAGO SMERALDO - Val di Non




Ci troviamo a Fondo nel cuore dell'Alta Val di Non, che oltre ad essere conosciuta per le ampie distese di meleti, nasconde un cuore spumeggiante : i vorticosi canyon.




La passeggiata, chiamata del Burrone, è adatta a tutti, (da evitare i passeggini per la scalinata finale) si cammina tra mulini e cascate in uno scenario da favola, attraversando il canyon scavato dal Rio Sass nel corso dei millenni, per arrivare poi direttamente sulle sponde del Lago Smeraldo.



Per andare alla scoperta del canyon si parte dal centro del paese, proprio vicino alla Casa dell'Acqua di Fondo e al Mulino Bertagnolli.

Il primo tratto del sentiero è battuto e costeggia il torrente, ovviamente l'acqua la fa da padrona, elemento fondamentale che ha reso questa passeggiata così suggestiva.. in fondo qui tutto quello che è stato fatto è stata opera sua!


Dopo un piccolo ponte incontriamo l'Antico mulino ad acqua, completamente ricostruito, ci fermiamo in una delle tante panchine da picnic lungo il percorso per goderci questo paesaggio da cartolina.


Il percorso cambia, saliamo su di una passerella metallica costruita tra le pareti vertiginose di rocce, siamo pronti per entrare nel  vivo della valle, modellata dall'incessante lavoro di erosione dell'acqua del Rios Sass.




Ci troviamo nel canyon, sotto di noi l'acqua che scorre impetuosa, insinuandosi tra le rocce e sovrastando le nostri voci.

Alziamo gli occhi e non facciamo a meno di notare un grande masso incastrato tra una parete di roccia e l'altra; lo chiamano il "Sass", il grande masso erratico granitico d'origine glaciale.

In tutta sicurezza arriviamo ai piedi della cascata da dove possiamo ammirare il salto, ci affrettiamo fino alla fine della scalinata curiosi di vedere il lago.


Ecco brillare il Lago Smeraldo!

Questo meraviglioso lago artificiale è incastonato a mille metri d'altitudine, immerso nella natura è stato realizzato recentemente nel 1965 quando si è deciso di sbarrare il corso naturale del Rio Fondo.





Alcuni scelgono di godersi il lago distesi sul prato, altri prendono il sole nella piccola spiaggetta, e altri ancora si divertono a pescare qualche trota nelle acque limpide del lago.
Noi scegliamo di fermarci qualche minuto per scattare delle foto per poi continuare il giro panoramico attorno al lago.


Il lago è un punto di partenza per diversi sentieri come  sul doss di Sedruna, alla Madonna Brusada e all'orto botanico di Fondo; tutte raggiungibili in una ventina di minuti circa.

Ma è anche un punto di arrivo, come noi che abbiamo scelto di fare il sentiero dal paesino di Fondo, e per chi vuole comodamente goderselo è raggiungibile in macchina.

Per chi ama l'avventura con una visita guidata e con l'attrezzatura adatta si può scendere fino a 50 metri per scoprire da vicino questo mondo sotterraneo.


Per info visitate il www.canyonriosass.it


L'eremo di Santa Sperandia - Cingoli


L'Eremo di Santa Sperandia è un luogo nascosto tra la provinciale che da Cingoli porta a San Severino Marche, una grotta scavata nella roccia del versante del Monte Acuto, tra i fitti boschi di leccio e carpino.
Per raggiungerlo si arriva con l'auto fino ad un grande spiazzo con una croce e un alterino con accanto dei sassi. 
Si può lasciare la macchina qui nel parcheggio erboso e poco distante una freccia vi segnalerà due sentieri: uno per le grotte di Santa Sperandia e l'altro che porta ai ruderi della Roccaccia.


Iniziamo questa passeggiata a piccoli passi per gustarci questa meravigliosa giornata, iniziamo a respirare l'aria di montagna con un intenso profumo di sottobosco e un vento che ci accompagna costantemente. 
Lontani dalla città, da qui possiamo vedere sia il mare che gli appennini, un posto magnifico che abbiamo scoperto quasi per caso!

Prendiamo il sentiero sterrato per la grotta
di Santa Sperandia, entriamo nel bosco ed iniziamo a scendere una serie di gradini infiniti fatti con traversine ferroviarie di legno, ne abbiamo contati ben 430, di cui gli ultimi 52 sono di pietra e molto più ripidi.







Durante il sentiero incontriamo un'altra croce dove ci affacciamo e ammiriamo il paesaggio bello e selvaggio, peccato le cave che si intravedono nel versante difronte!





Arriviamo fino alla chiesetta scavata dentro la roccia a strapiombo nella gola del Rio Laque.

La cappella è molto semplice e si può entrare per lasciare una frase, una foto o una preghiera nel quaderno sopra all'altarino.

Luogo di culto e di solitudine, il silenzio ci avvolge dolcemente, vale la pena fermarsi a conoscere qualcosa di più sulla vita e la storia affascinante di Santa Sperandia.







Santa Sperandia è oggi patrona della città di Cingoli, ma le sue origine sono umbre, nel 1216 nacque a Gubbio e quando era ancora giovane lasciò tutti i suoi averi e la sua famiglia per vivere una vita di penitenza, povertà e preghiera.
Intraprese un pellegrinaggio nell'Appennino centrale tra l'Umbria e le Marche, portandola a rifugiarsi in posti impervi e difficili, ma altrettanto magnifici.

Tra i vari borghi e paesi si fermò tra le colline a Cingoli, ed è qui che avvenne molti dei suoi piccoli miracoli, guarigioni istantanee a donne malate; il celebre miracolo delle ciliegie; la pace tra Cingoli e Jesi; la concordia tornata a fiorire tra i cittadini di Recanati.
Per un periodo molto lungo visse come eremita nella grotta di Monte Acuto, 
poi prese l'abito delle benedettine e 
si trasferì fino alla sua morte nel monastero della città, 
con il suo esempio di santità e coraggio divenne una guida per molte giovani. 

La santa morì nel Settembre del 1276, il suo corpo si trova nell'omonimo santuario di Cingoli ed è stato oggetto di numerose ricerche.
Il suo corpo dopo sette secoli dalla sua morte è rimasto incorrotto, molti fedeli gridano al miracolo, infatti secondo la chiesa cristiana l’incorruttibilità è il fenomeno di origine divina che impedisce ad alcune salme di andare incontro ai naturali processi di decomposizione.




***


Risaliamo i gradini e ritorniamo verso casa, ci fermiamo a pranzo in un Azienda Agricola Biologica poco distante dalla grotta.

L'Agriturismo La Collina Dei Ciliegi Di Leonida Appignanesi, offre un pranzo casereccio con vista sui monti spettacolare...CONSIGLIATO!
👍








Primo itinerario del gusto: i 4 RISTORANTI in provincia di ANCONA


Dalle mie parti, ogni posto dove andare a mangiare è buono, che ricordi io, non ho mai mangiato male così tanto da mettere un ristorante nella lista nera, preferenze o meno, ci sono dei posti dove amo ritornare con grande entusiasmo più volte durante l'anno.
Non sono di certo Alessandro Borghese, esperto in cucina per poter giudicare, ma come tutti ho le mie preferenze, ho i miei ristoranti dove mi piace andare a mangiare, purché si mangi bene e si spenda il giusto! 
Ci sono diversi modi di viaggiare, una di queste è assaggiare  il cibo locale e affidarsi alla cucina casereccia,  ritrovare nei piatti prodotti tipici legati al territorio.
In questo post ho selezionato per voi 4 ristoranti nella Provincia di Ancona, è un esperimento, un primo itinerario del gusto che comprende ristoranti diversi tra di loro, ma che hanno delle qualità in comune, quelle che ricerco e pretendo da un ristorante. 
Scelgo i ristoranti dall'ambiente,  per la buona cucina, per la gentilezza del personale che ci mette amore e passione, non solo per dovere del lavoro.

Siete pronti per questo mini tour gastronomico dai sapori marchegiani? 

Dal pesce alla carne concludendo con la cucina vegana, dalla costa adriatica all'entroterra marchigiano, un itinerario a zig zag, come la zeta di Zorro, attraverso la mia regione, ecco  i miei 4 ristoranti nella provincia di Ancona. 

  • MARZOCCA DI SENIGALLIA: D'ISTINTO
  • BELVEDERE OSTRENSE: LA TAVERNA DEGLI ARCHI
  • FILOTTRANO: CA' VECCHIA BEERSTROT
  • LOCALITA' TRIVIO DI SERRA SAN QUIRICO: AGRITURISMO LA BECERCA


D'ISTINTO  
Viale della Resistenza, 56 Marzocca - Senigallia
€€ - €€€

A Marzocca di Senigallia, in un locale intimo e accogliente, si trova il Ristorante d'Istinto.
Tre giovani donne trasmettono la loro passione dell'arte del cucinare nei loro piatti, un mix tra tradizione ed innovazione, selezionando con amore e professionalità ingredienti del territorio, portando a tavola dei piatti creativi, colorati e profumati.
Qui si mangia d'istinto non solo con la bocca, ma con il naso, gli occhi e l'anima!



LA TAVERNA DEGLI ARCHI
Via Comune Vecchio n. 26 Belvedere Ostrense
€€ - €€€
 
Una taverna nascosta tra le vie del borgo di Belvedere Ostrense, una location intima, rustica ma allo stesso tempo elegante.

Cibo scelto con passione e con impegno, piatti che spaziano dalla carne di canguro, carne di struzzo, bisonte e dai nostri cibi nostrani come il filetto degli archi avvolto nella scamorza e nel tartufo. 

 


Un mix di gusti e sapori del territorio, non perdetevi gli antipasti e caldi e freddi dove potrete assaggiare e assaporare piatti gustosi ed eccellenti.

* Menù per celiaci









CA' VECCHIA BEERSTROT
Via Centofinestre, 20 Filottrano 
€€ - €€€

Io adoro questo posto soprattutto per la sua posizione, si trova in collina, in una posizione predominante con una vista spettacolare sulle montagne e sul paese di Filottrano. 
Ideale per le serate d'estate, quelle spensierate, dove ti siedi al tramonto e sorseggi una fresca pinta di birra artigianale di ottima qualità e mangi un hamburger gigante.

Ca' vecchia beerstrot nasce come birreria, quindi troverete nel menù una vasta scelta di birre, e potrete mangiarci principalmente del finger food oppure hamburger di varie tipologie di carne. 
Dolci fatti in casa davvero gustosi, come il Birramisù e la Tenerina, ora non vi resta che godervi la serata!!




 
AGRITURISMO LA BECERCA 
Località Trivio - Becerca 1 - Serra San Quirico 
€€

Un oasi di pace immerso nelle colline marchigiane, l'Agriturismo Becerca è un casolare ristrutturato, in un ambiente caldo, rustico e familiare, dove si mangia e si beve come se fossi a casa. 
Conosciuto grazie ad una mia amica vegetariana, ho partecipato al Venerdì Vegan.
L'agriturismo infatti, il venerdì organizza cena con buffet vegano, utilizzando prodotti di stagioni, raccolti direttamente dal loro orto, cucinati con fantasia e originalità.
Un cibo da far cambiare idea anche i più scettici della cucina vegana, il menù cambia spesso quindi andare una volta sola non basta!!




IN VETTA AL SAN VICINO






Chi vive dalle mie parti, lungo la costa adriatica, vede in lontananza il profilo delle montagne marchigiane, e c'è una vetta a cui siamo particolarmente affezionati, è quella del Monte San Vicino.

La cima ricorda quella di un grosso panettone, o una gobba, un po' pendente da un lato, tutti lo riconoscono, impossibile confondersi!

Fin da piccola, fine anni '80 ed inizio anni '90 assieme alla mia famiglia, nelle calde domeniche d'estate si andava a cercare un po' di fresco in montagna; tolti i 20 giorni fissi nelle Dolomiti, la maggior parte delle volte ci si riuniva con i fratelli e le sorelle di mia madre e si organizzavano delle gite fuori porta, dei picnic con tanto di tavolino, amache e pranzo al sacco. 

I posti più gettonati dopo la pineta di Apiro erano le località di Poggio S. Romualdo, Frontale e Poggio S.Vicino, tutti i posti da dove partivano sentieri per arrivare alla croce del S. Vicino, per me che ero piccolina era una meta irraggiungibile, fatto è che non mi ci hanno mai portato!

E così dopo tanti anni sono ritornata a San Vicino, questa volta per salire fino in cima!


↠ Il sentiero si prende da Prati di S. Vicino e in 0.45 minuti si arriva in vetta, precisamente sotto la croce a circa 1480 metri di altezza.
Questo breve trekking è facile, adatto a tutti ma nello stesso tempo molto soddisfacente e affascinante.

Siete pronti?


Parcheggiamo la macchina a Prati di San Vicino, proprio vicino al cartello informativo del parco, prendiamo il piccolo sentiero che sale a sinistra, lo stradello si intravede tra il verde del prato, ed iniziamo così la nostra salita.







Entriamo nella fitta faggeta, a ridosso di un bivio fatto di radici intrecciate  troviamo le indicazioni per il Sentiero Matelica, il nostro sentiero. 


Tagliamo la collina e continuiamo a procedere fino ad uscire dal bosco, la visuale sotto di noi si apre e approfittiamo di questo bellissimo paesaggio per prendere un po' di fiato.

La grande valle dell'Esino è ai nostri piedi con i suoi piccoli centri abitati. 











Svoltiamo verso destra lasciando alle spalle il bosco, non siamo più coperti, anzi siamo esposti al sole e al vento pungente,  ma  pronti ad iniziare lo zig- zag verso la vetta.


Tra rocce e roccette percorriamo l'ultimo tratto in salita per poi vedere finalmente in lontananza la croce. 






E' sempre gratificante raggiungere un obbiettivo, e la croce, oltre ad essere il punto più alto della montagna, per me rappresenta la meta. 


Da quassù possiamo goderci tutta la bellezza e la diversità della nostra regione:  le Marche. 



Sotto di noi il Lago Castreccioni di Cingoli, all'orizzonte tra la foschia si vede confusamente il nostro mare, e poi una distesa infinita di campi coltivati ognuno con il suo pezzetto di colore diverso dall'altro, la dolcezza delle colline e le strade che da quassù sembrano dei lunghi serpenti.


E' una strana sensazione essere in un posto così lontano da casa che allo stesso tempo con il passare degli anni è diventato quotidianamente un mio punto di riferimento.






Mentre guardiamo questo magnifico paesaggio facciamo pranzo, per poi discendere per lo stesso sentiero,  per chi vuole è possibile prendere un percorso alternativo passando per la grotta di San Francesco.