WEEKEND NEL CUORE dell'ABRUZZO


Un weekend di cultura e natura nel cuore dell'Italia.


Un weekend abruzzese per spezzare la routine e ossigenarsi tra le montagne,  scoprendo borghi e castelli; abbiamo bisogno di farci sorprendere e fare una scorpacciata di luoghi nuovi da vedere.

Un itinerario di qualche giorno per scoprire un Abruzzo nascosto e autentico, scegliendo come punto di partenza un Agriturismo nel piccolo borgo di San Demetrio ne' Vestini.




L'Agriturismo l'Antica Dimora è un casolare in mattoncini totalmente ristrutturato dopo il terremoto del 2009 con stanze confortevoli vista montagne e un'accoglienza molto calorosa da parte della padrona di casa.

















In questo paese oltre a mangiare ottimi arrosticini al Ristorante Mordi e Fuggi, è possibile visitare a pochi chilometri le Grotte di Stiffe, un complesso di grotte carsiche attive formate dalla presenza di un fiume sotterraneo. 

La cosa più straordinaria da vedere è il salto delle due cascate sotterranee nelle due stanze principali.








Dopo Stiffe, la strada che percorriamo è un susseguirsi di piccoli borghi che sembrano essere sospesi, arroccati sulle montagne, ognuno con il proprio castello.





Tussio

Tussio è un piccolissimo borgo medioevale nell'Altopiano di Navelli, ne sono venuta a conoscenza per i mercatini di natale, e quel manifesto letto sul web mi ha incuriosito subito tanto da organizzare questa mini tour.
Devo dire che il mio intuito non mi ha tradito, il borgo di Tussio è stato per noi una bellissima scoperta.


Un giro per i vicoli stretti, le casette costruite con malta e pietra rispettano ancora la struttura originale del borgo fortificato, l'atmosfera natalizia rende tutto così fiabesco e lontano dai giorni nostri.
I zampognari, il profumo delle caldarroste, il fuoco, le lucine, le tante letterine di natale scritte dai bambini delle scuole elementari appese e sparse per il paese, donano vita e speranza a questo piccolo borgo dormiente.



San Pio delle Camere



San Pio delle Camere si nota subito dalla strada per la posizione del Castello di San Pio, che sorge proprio sul monte Gentile dominando così l'abitato.
Oltre a quello di difesa,  il Castello forniva rifugio per la popolazione e per il bestiame nei momenti di maggior pericolo.




Bominaco

Ci spingiamo in alto, arrampicandoci con l'auto tra curve e boschi selvaggi, passando per il comune di Caporciano, arriviamo nel piccolo borgo di Bominaco che conta appena 56 anime.

Come tutti i borghi, anche Bominaco ha il suo castello, raggiungibile esclusivamente a piedi dopo una salitona di 15 minuti, ma il panorama ha dell'incredibile si vede in lontananza perfino Rocca Calascio.

Il castello aveva solo funzioni militari e non abitative, la sua posizione predominante rispetto alla piana Navelli permetteva di monitorare una vasta porzione di territorio 




Bominaco  pur essendo piccola possiede un tesoro immenso e inestimabile, come la Cappella interamente affrescata dell'Oratorio di San Pellegrino.
Una pagina molto importante di storia dell'arte abruzzese,  rimasta miracolosamente intatta dopo il terremoto.



Ritorniamo verso il Parco del Gran Sasso con una sosta al Santo Stefano di Sessanio, per poi andare a Calascio e scoprire la Rocca.


Santo Stefano di Sessanio

Santo Stefano di Sessanio è la patria delle lenticchie, qui si coltivano e si cucinano le lenticchie più buone che abbia mai mangiato! 


Il ristorante a cui abbiamo voluto dare la nostra fiducia è il Ristoro degli Elfi, una taverna calda e accogliente d'inverno,  mentre per le giornate di sole è possibile mangiare sotto ad un ampia veranda colorata. 














Da questo piccolo borgo medievale partono numerosi sentieri, in due chilometri con un trekking molto selvaggio, si arriva alla Rocca di Calascio.









Rocca Calascio 

Il castello di Rocca Calascio non ha bisogno di presentazioni ma è doveroso esaltarlo nella sua bellezza.

Inserito dal National Geographic tra i 15 castelli più belli del mondo; con i suoi 1450 metri d'altezza è il castello più alto d'Italia!

Per la sua posizione affascinante e misteriosa il castello è stato scelto dal mondo del cinema per girare le scene del film Il nome della rosa e Ladyhawke.
La Rocca costruita interamente in pietra calcarea locale, grazie alla sua posizione elevata ne faceva un punto di osservazione privilegiato e difensiv.

Fuori dal tempo e sospeso tra gli appennini del Gran sasso e della Majella, in un panorama mozzafiato che abbraccia tutti i monti di questa regione.
Da Calascio, o come vi dicevo prima da Santo Stefano in Sessanio, si arriva alla Rocca passando per il piccolo borgo e poi per la Chiesetta di Santa Maria della Pietà.




Il nostro weekend si conclude a Campo Imperatore, un luogo nostalgico che ci ricorda la nostra infanzia, tra prati immensi e cime innevate.





DA KIRUNA AD ABISKO in auto - La route 66 del nord : la E10




Oggi vi parlo, anzi vi mostro come arrivare da Kiruna ad Abisko in auto, una cittadina che si può raggiungere anche con altri mezzi come il treno e il bus.

La strada che porta da Kiruna ad Abisko è la strada europea E10, la route 66 del nord che parte da Å, un villaggio più a sud delle Isole Lofoten, fino a Lulea in Svezia.

Una strada spettacolare che collega la Norvegia con la Svezia, per una lunghezza complessiva di circa 850 km.
Il tratto di strada da Kiruna ad Abisko, quindi la parte svedese è larga e comoda, sono circa 94 km e limiti di velocità vanno dai 90 ai 110km.

Si attraversa un piccolo pezzettino della contea di Norrbotten, con i piccoli villaggi di Rautas e Rensjon  ed infine il meraviglioso lago ghiacciato di Tornetrask, sesto lago più grande della Svezia.


Guidare in un paese straniero mette sempre un po' d'ansia, la neve e il ghiaccio nel nord d'Europa non aiuta a rilassarsi, ma con alcune accortezze e massima attenzione è possibile farcela! ⛄

Dalla mia esperienza sia in Norvegia che in Svezia, vi posso dire che guidare non è così drammatico, certo ci vuole un po' di prudenza in più, ma non più ne meno  di quando c'è il gelo da noi nei mesi invernali.
Le auto che prenderete a noleggio (da agenzie serie e affidabili) avranno sicuramente le gomme chiodate, i chiodi nei pneumatici aumentano l'aderenza sulla superficie cosparsa di ghiaccio e neve.





In questo video girato a Febbraio nel tratto da Abisko a Kiruna, vengono ripresi tre minuti di pura magia, ad alcuni di voi sembrerà un paesaggio monotono, monocolore e statico..per me è incredibilmente affascinante.



Tutto totalmente ghiacciato, bianco e luminoso!


Mettetevi le cinture di sicurezza e salite con noi in auto..godetevi il paesaggio total white!

Si parte!









TRENTINO IN VAN - I CAMPEGGI DEL TRENTINO



La soluzione migliore per scoprire il Trentino Alto Adige è girarselo a bordo di un van, dividere i giorni in tappe, fermarsi a dormire nei numerosi campeggi, vivere il territorio a stretto contatto con la natura. 
Alcuni studi sostengono che trascorrere molto tempo all'aria aperta sia un antidoto contro stress, ansia e depressione. La natura ha un ruolo importante, funge da multivitaminico, ci da la carica e ci protegge da tanti problemi! 

Quattro giorni non sono tanti, ma sono preziosi per staccare dalla routine e rifugiarsi tra le silenziose montagne; un itinerario avventuroso che tocca le valli e le vette più belle del Trentino Alto Adige: la Val di Non, il Parco Adamello Brenta e le Alpi Siusi.

La nostra prima volta "italiana" a bordo di un van Volkswagen T3 Westfalia preso con Yescapa, con lo spirito selvaggio ma allo stesso tempo dubbioso abbiamo dormito in questi tre campeggi trentini.



Non serve dirlo, ma tutte le valutazioni e descrizioni sono soggettive, secondo il mio parere di una neo- campeggiatrice.



Cartina alla mano siete pronti a partire?







Per scoprire la Val di Non e la Val di Sole abbiamo scelto il 
CAMPING PARK BAITA DOLOMITI – VILLAGE 
Via C. Battisti 18 – Sarnonico Alta Val di Non
info@baita-dolomiti.it
sito internet




Un piccolo villaggio immerso nel verde dell’alta Val di Non a due passi dal centro di Sarnonico, nel cuore delle Dolomiti del Brenta.

Il campeggio è un villaggio a misura di famiglia, con parchi giochi, grandi spazi di aree verdi, due piscine riscaldate, bar e ristorante tipico.
Dodici chalet in muratura dotate di cucina autonoma, bagno con doccia, area giardino riservato.







La nostra prima notte in campeggio


Le piazzole invece sono dotate di elettricità a pagamento, i servizi per la cura della persona si trovano in una struttura di legno con servizi igienici, docce, baby room, stireria, lavapanni, lavatrici e asciugatrici.

In reception potrete prendere tantissimo materiale per le vostre escursione e partire direttamente dal campeggio a piedi o in bicicletta.

WIFI GRATUITO








⇒ Abbiamo scelto questo campeggio come base per la nostra escursione a Fondo, al Canyon Rio Sass e al Lago di Smeraldo. Venti minuti di camminata per arrivare al paese di Fondo, usciti dal campeggio a sinistra seguite la passeggiata tra campi e pascoli che costeggia la statale.













Per scoprire la Val Nambrone, il Parco Adamello Brenta e la Val di Genova abbiamo scelto il 
CAMPING PARCO ADAMELLO
Località Magnabò 2 – Pinzolo
info@campingparcoadamello.it 




Il campeggio Parco Adamello è un oasi di pace poco distante da Pinzolo, ai piedi del bosco accanto al Fiume Sarca.






A noi ci è stata assegnata la piazzola accanto al torrente e vicino a due meleti, uno spettacolo al tramonto e per chi vuole addormentarsi sentendo il rumore dell'acqua.

Piazzole di diverse tipologie e grandezze e possibilità di dormire in chalet.
Ogni piazzola è dotata di corrente elettrica a pagamento, pulita e ben organizzata l'area servizi igienici con docce, baby room, locale lavapiatti, lavanderia, stireria, deposito scii.
Ampie zone verdi per i vostri figli e i vostri bimbi a quattro zampe!
Qui i cani sono i benvenuti, la ragazza della receptionist è un'appassionata di cani di qualsiasi taglia e razza, vi consiglierà i percorsi giusti per i vostri trekking tutti insieme!



WIFI GRATUITO 









⇒ Abbiamo scelto questo campeggio per la vicinanza con la Val Genova e la Cascata Nardis, da qui parte una camminata lunga circa due ore e arriva sotto la cascata, oppure in alternativa potete arrivarci con il van scegliendo se parcheggiarlo nei pressi della diga oppure proseguire fino a sotto alla cascata d’acqua.












Per scoprire le Alpi Siusi con la bellissima Ortisei abbiamo scelto il
CAMPING ALPE DI SIUSI SEISER ALM
Via Dolomiti 10 – Fiè allo Sciliar 950 s.l.m.
info@camping-alpedisiusi.com
sito internet

Mi piace definire questo campeggio il paradiso dei campeggiatori, perché è ideale per chi vuole stare a stretto contatto con la natura ma non rinunciare ai comfort e ai servizi di lusso. 








Un campeggio posto ai piedi delle bellissime Alpe di Siusi, dotato di aree sosta, piazzole, lodge, posti tenda, piscina, insomma è un "paese campeggio" che offre soluzioni diversificate per ogni tipo di vacanza.
I servizi si trovano tutti in una zona sotterranea interamente riscaldata e con una musica da sottofondo rilassante.
Una fontana al centro e a sinistra i servizi sanitari con i servizi igienici, il locale delle docce con l’acqua calda, la sala beauty per le donne con specchi e asciugacapelli (un sogno!)
Nella parte difronte troviamo la lavanderia, stireria, area per il lavaggio delle stoviglie, angolo amici a 4 zampe.

Oltre ad un utilissimo supermarket, dai prezzi non proprio economicissimi, potete godere di un piatto gourmet seduti al tavolo del ristorante “Zur Quelle” nella terrazza panoramica del campeggio.

Numerose sono le attività che propone il campeggio, ogni giorno in bacheca potrete trovare corsi, escursioni e trekking organizzati.



WIFI GRATUITO 





⇒ Abbiamo scelto questo campeggio come base per la nostra escursione ad Ortisei e al monte Seceda, la fermata del bus per Castelrotto (n.170) è vicinissima al campeggio e quindi utilissima se volete evitare di spostare il van!  








💗 Questo post rimarrà aperto, perché la voglia di campeggiare nelle Dolomiti non finisce qua! 

MANGIARE AL MONASTERO DI FONTE AVELLANA



Volevamo vedere la neve, saliti in auto senza meta abbiamo preso la statale 76 per Genga, Sassoferrato e poi prendendo una stradina angusta ci siamo ritrovati ai piedi del Monte Catria, a 700 metri,  in una piccola frazione chiamata Serra Sant'Abbondio.



Senza nessun programma ci ritroviamo a Fonte Avellana, un altro posto magico dove i monaci dell'ordine di S. Benedetto hanno ben pensato di insediarsi e godere del silenzio del paesaggio circostante; questo monastero mi ricorda il bellissimo Eremo di Camaldoli.

Intorno al 980 tra una fonte d'acqua e delle piante di avellana alcuni eremiti costruirono le prime celle, influenzati da San Romualdo di Ravenna fondarono l'eremo dedicato a Santa Croce, che nel corso dei secoli è diventata abbazia.
Fonte Avellana divenne un punto di riferimento, una potenza socio-economica notevole, così famosa da essere citata da Dante nella Divina Commedia, addirittura sembra che ne sia stato anche ospite!

Oggi è un luogo di raccoglimento e di preghiera, di assoluto silenzio che con la neve bianca e soffice rende il panorama incredibilmente suggestivo.



La particolarità di questo monastero è che si ha la possibilità di mangiare insieme ai monaci camaldolesi nel refettorio dell'abbazia.

Il pranzo, con un menù uguale per tutti, viene servito alle 12.30, ed è necessario prenotarsi in anticipo telefonicamente oppure tentare la fortuna e sperare di trovare un posticino last minute. Ma non rischiate, è sempre super affollato! 

Fuori il freddo pungente e la neve, dentro il calore delle persone e della polenta fumante appena servita al tavolo.






Il menù invernale generalmente prevede polenta con sugo bianco e rosso, come secondo carne grigliata, un contorno a base di erbe in padella o verdure di stagione, vino, acqua e dolce; il tutto alla modica cifra di 18 euro a persona pagate anticipatamente al bar dove vengono prese le prenotazioni.

Il pranzo viene servito lentamente in quella che una volta era una cantina, il pasto e il tavolo vengono condivisi con altri commensali sconosciuti rendendo l'atmosfera unica e confidenziale.



Un "Buon appetito" e un "Voi di dove siete?" fa partire una semplice conoscenza, anche se è solo per poco tempo si assapora qualcosa di inaspettato, curioso ed estremamente genuino.
Un flusso di pensieri e di riflessioni davanti ad un bicchiere di vino rosso della casa, l'autenticità di ritornare a parlare al tavolo, facendo sparire per una paio d'ore il cellulare, perché quassù la linea non prende (per fortuna)!


Sembrerà una sciocchezza, ma spesso quando andiamo a pranzo o a cena fuori nemmeno ci accorgiamo di chi si siede vicino a noi, qui la socializzazione avviene realmente, lasciando il virtuale lontano da questo posto spirituale.

Prima di pranzo è possibile visitare l'eremo esclusivamente partecipando alla visita guidata a pagamento, una guida vi racconterà la vita e la storia di questo monastero. Molte parti sono purtroppo chiuse al pubblico! 

Antistante al monastero non perdetevi la Farmacia Camaldolese con la vendita di prodotti fatti dai dei monaci come le erbe medicinali, infusi, liquori, caramelle e miele!

Dal parcheggio vicino al monastero partono numerosi sentieri per esplorare le zone vicine,
come l'abbazia di Santa Maria di Sitria e il bellissimo ed impegnativo Sentiero dei Carbonai.
Se non avete abbastanza grinta per affrontare un trekking, potete limitarvi a visitare il Giardino Botanico del monastero, un occasione per fare una passeggiata e conoscere il luoghi di meditazione dei monaci. 



Un'esperienza culinaria unica e un luogo che consiglio a tutti di visitare! 

N.B. PER PRENOTARE IL PRANZO AL REFETTORIO CON I MONACI CHIAMATE IL NUMERO 0721/730261 oppure VISITATE IL LORO SITO www.fonteavellana.it


Tra leggende e realtà - I 5 LAGHI IMPERDIBILI del TRENTINO ALTO ADIGE




Quando parlo del Trentino Alto Adige, la prima cosa che mi viene in mente è il fascino e la bellezza delle montagne, racchiuso in unico nome: le Dolomiti! 
Lo straordinario valore paesaggistico e naturalistico delle Dolomiti è stato riconosciuto nel 2009 dall'UNESCO Patrimonio dell'umanità. 

Un tesoro inestimabile e un orgoglio per tutti noi italiani.


Il Trentino, visto dal satellite, è una regione interamente montuosa, ed oltre alle bellezze dolomitiche quello che riusciamo a vedere è una terra ricca di acqua; forse la regione con la più alta concentrazioni di laghi , se ne contano circa 297 tra alpini e artificiali, ognuno diverso nella sua particolarità. 



Ho avuto la fortuna di vederne diversi, da quelli più sperduti come il lago Antermoia, a quelli più piccoli come i laghetti di Lusia e i laghi di Cornisello; i grandi classici come il lago di Garda (il lago più grande d'Italia), Lago Fedaia e il lago di Molveno; ed infine quelli meno conosciuti come il lago di Toblino e il lago Smeraldo.

 

Molti ancora ne ho molti da scoprire, come ad esempio il lago di Resia, il più grande specchio d'acqua nella provincia di Bolzano.


Qui di seguito troverete la "classifica" dei cinque laghi che secondo il mio gusto sono i più belli del Trentino! 
Ogni lago custodisce una sua leggenda, una sua storia da raccontare e da tramandare di generazione in generazione, vicino al caminetto acceso con la copertina di lana, mentre fuori nevica… 


Storie e leggende che rendono questi laghi ancora più affascinanti, avvolti nel mistero tra realtà e fantasia…

Se siete pronti scopriamo insieme i magnifici 5!




LAGO DI CAREZZA

Ai piedi del Latemar e del Catinaccio, custodito come una perla tra i fitti boschi,  Carezza è un piccolo lago alpino che si trova nell'alta Val d'Ega a 1.534 metri nel comune di Nova Levante.
Di una bellezza disarmante, il lago è uno specchio d'acqua dove è possibile vedere il riflesso delle montagne, il colore dell'acqua è in continuo mutamento, a seconda della stagione si possono ammirare diverse sfumature, e questa particolarità lo rende magico!





Numerose sono le leggende altoatesine che vengono raccontate sul lago di Carezza, ma quelle più conosciuta è quella della bellissima Ondina, una ninfa che abitava nelle acque profonde di questo lago.

Ogni giorno all'alba, la ninfa amava sedersi sul ciglio del lago e cantare, la sua voce così sensuale invaghiva tutti i viandanti che transitavano per il passo di Costalunga. Con la sua dolcezza ed eleganza finì per far innamorare il burbero mago del Latemar, che passando di lì ne fu subito attratto. 
Il suo amore per la ninfa divenne insistente e minaccioso, poiché non era ricambiato, anzi, lei adorava la solitudine e la sua vita tranquilla nelle acque trasparenti del lago. 

Un giorno il mago, recidivo e caparbio, su consiglio della strega del Catinaccio, fece apparire sopra al cielo del lago un bellissimo arcobaleno allo scopo di attirare l'attenzione della ninfa Ondina. 

Quest'ultima uscita dalle acque, ammirò lo splendido spettacolo che aveva di fronte; non servì a nulla il travestimento del mago, la ninfa  spaventata dopo averlo riconosciuto fuggì e scomparve nelle acque profonde del lago.

Da quel momento nessuno la vide più e ne sentì la sua dolcissima voce. 
Il mago furioso e deluso distrusse l'arcobaleno in mille pezzi e lo gettò nel lago. 


Ecco perché ancora oggi nelle acque del lago di Carezza si rispecchiano tutti i colori dell'iride. 



LAGO DI BRAIES


Oltre ad essere famoso per la sua bellezza, il lago è diventato particolarmente noto per la serie televisiva "Un passo dal cielo" girata nella Valle di Braies a 1.496 m.
Affascinante d'estate con le sue barchette in legno e la varietà di colori, romantico d'inverno, dove un velo di ghiaccio ricopre le acque del lago.
Il più bel lago alpino delle Dolomiti, o forse il più conosciuto...comunque sia è un posto dove per incanto diventi protagonista di una bellissima fiaba.





La leggenda narra che le montagne di Braies un tempo erano abitate da "selvaggi" buoni, uomini non curati nell'aspetto esteriore ma buoni d'animo che passavano la maggior parte del loro tempo alla ricerca di pietre preziose e oro per poi costruire oggetti di valore.
La valle di Braies era frequentata anche da pastori, che portavano gli animali a pascolare nei prati fioriti intorno al lago, un giorno avvenne così l'incontro tra i diversi abitanti delle montagne di Braies.
I selvaggi in segno di pace e di rispetto regalarono ai pastori oggetti preziosi come anelli e collane, senza voler niente in cambio.
I pastori stupiti e affascinati da così tanta abbondanza non si accontentarono più di regali, ma con il passare del tempo diventarono avidi, desiderosi di ricchezza e finirono per prendere d'assalto gli accampamenti dei selvaggi rubando e saccheggiando tutto l'oro e le loro ricchezze. 
I selvaggi per difendere il loro tesoro dai pastori aprirono le fonti sotterranee, le acque si unirono formando un bacino d'acqua inghiottendo i loro beni. 

Il lago così formato, separava la valle dei pastori dalle montagne dei selvaggi, da qui il nome Lago Selvaggio di Braies. 

LAGO TOVEL 


All'interno del Parco Naturale Adamello - Brenta, a 1.178 metri, si trova un laghetto alpino speciale, un miracolo della natura: il Lago di Tovel !

Chiamato anche il "Lago rosso", merito della fioritura di un'alga durante la stagione estiva che rese le acque del lago di un colore rossastro. Il fenomeno naturale delle acque rosse non si vede più dal lontano 1964, probabilmente in seguito a diversi cambiamenti, tra cui l'assenza di vacche in alpeggio, infatti le alghe si nutrivano delle deiezioni di queste ultime.





Diversamente dalla teoria scientifica, la leggenda del lago rosso che gli abitanti della Val Rendena amano raccontare è quella della principessa Tresenga, figlia del Re di Ragoli.

La principessa dopo la morte del padre, venne chiesta in sposa da molti pretendenti, ma ella con il suo caratterino li rifiutò tutti. 
Uno di loro, Lavinto il re di Tuenno, era il più cocciuto e superbo che provò in tutte le maniere a conquistare il cuore della principessa,  ricevendo solamente rifiuti. 
Ferito nell'orgoglio il giovane re, non ci pensò due volte, messo da parte il sentimento d'amore che nutriva nei confronti di Tresenga, radunò tutto il suo esercito e decise di marciare su Ragoli e raderla al suolo. 
Tresenga, informata delle intenzioni distruttive del re Lavinto, riunì al castello tutti i suoi sudditi chiedendo loro se preferissero vederla andare in sposa al re di Tuenno o iniziare a combattere una battaglia lunga e sanguinosa.
Il popolo di Ragoli si schierò a fianco della giovane principessa, pur di salvaguardare la libertà e di avere un re rispettoso e stimato.

La battaglia si consumò lungo le sponde del lago di Tovel, l'esercito di Tuenno era indubbiamente molto più forte e preparato, che ben presto tutti i cittadini di Ragoli e la sua amata principessa furono uccisi.
Il sangue di Tresenga e quello di tutto il popolo di Ragoli si riversò nelle acque del lago Tovel, ogni anno in occasione dell'anniversario della battaglia, per incanto le acque si colorano di rosso in memoria di quella giornata funesta. 


LAGO DI MISURINA 

Passeggiare e rivedersi nelle acque limpide del lago, tra pensieri nascosti e sogni ancora da realizzare; sulle note della canzone di Baglioni  rivivere la leggenda di Misurina in un luogo magico, circondato dalle bellissime Dolomiti di Sesto a 1.754 metri.


La leggenda narra che una bimba di nome Misurina figlia del re Sorapiss, all'età di sette anni venne a conoscenza dell'esistenza di una fata che viveva sul Monte Cristallo. La fata possedeva uno specchio magico, il quale aveva il potere di leggere i pensieri di chiunque vi si specchiasse.
Il re Sorapiss pur di far contenta sua figlia, rimasta orfana di madre, chiese lo specchio alla fata supplicandola, fino a tal punto di scendere ad un compromesso assai crudele. 
La fata aveva un bellissimo giardino ricco di fiori e piante sul monte Cristallo, ma l'eccesso di sole appassiva tutta il suo boschetto.  
In cambio dello specchio, Sorapiss doveva accettare di essere trasformato in una montagna, che fungeva da riparo e da ombra al giardino della fata. 
Sorapiss spinto dal senso di colpa di voler vedere felice la sua figliuola, accettò la condizione  posta dalla fata e iniziò la sua trasformazione per divenire una montagna.
Misurina che era una bambina capricciosa e irriverente, sapendo del patto non si scompose, anzi era entusiasta del gesto generoso del padre.
Con in mano lo specchio, la bambina si accorse in fretta, della trasformazione del padre e si ritrovò improvvisamente in cima alla montagna.
Colta da un capogiro precipitò nel vuoto sotto gli occhi di Sorapiss che purtroppo vide la fine tragica della sua bambina, le lacrime del povero padre erano così tante ed incessanti che formarono due ruscelli, i quali si unirono fino a formare un immenso lago. 
Lo specchio cadendo si infranse tra le rocce e i frammenti furono trascinati per tutta la valle dalle lacrime del re. 

Il lago si chiamò Misurina, tra leggenda e realtà è facile perdersi nei pensieri di chi si riflette nelle acque a specchio del bellissimo lago. 


LAGO DI RESIA 


Un posto che inserisco nella mia travel wishlist del 2019.

Guardo le foto di questo lago con il campanile sommerso e sono affascinata, un posto romantico ma allo stesso tempo malinconico immerso nella Val Venosta. 
credit to https://www.comune-italia.it/foto-curon-venosta.html
Nella stagione invernale, quando il lago diventa completamente ghiacciato è possibile arrivare piedi al campanile.
Purtroppo quello che vi racconterò non è una leggenda, è una storia triste e drammatica, infatti il campanile della chiesa di Santa Caterina è l'unica cosa che è rimasta del piccolo paese di Curon. 

Tra il 1948 e il 1950 la grande compagnia elettrica Montecatini fece costruire una gigantesca diga per unire i laghi di Resia e Curon sacrificando una parte del paese.
Terre coltivate e case sono state sommerse, molte famiglie si trasferirono altrove, provando a ricominciare da zero, altri andarono nella parte alta del paese di Curon, ma tutti ne uscirono distrutti. 
Di tutto l'antico borgo si salvò il campanile della chiesa, che non poté essere abbattuto in quanto protetto dalle Belle Arti.

Un ricordo di un paese sommerso, che ormai non esiste più.

Le campane sono state rimosse nel 1950, prima dell'allagamento, la leggenda narra che ancora oggi sia possibile sentirle suonare e che nella loro voce ci sia tutto il dolore di un paese cancellato.