Una gita fuori porta a Sassocorvaro e pranzo al birrificio La Cotta


@burzob #cosedasopra

Una domenica fuori porta con gli amici, tra cultura, cibo e birra, alla scoperta degli angoli nascosti vicino casa in una bella giornata di sole.


"Essa è senza dubbio una delle opere più straordinarie e fondamentali del Rinascimento e, badate bene, non solo tra quelle di carattere militare, ma in assoluto."

Con le parole dello storico dell'arte Pasquale Rotondi, sono orgogliosa di portarvi virtualmente nel cuore delle Marche, a Sassocorvaro, un piccolo borgo che tra le colline domina la valle del Fiume Foglia, e questa citazione fa riferimento al simbolo del paese: la magnifica Rocca  Ubaldinesca.


Un esempio di architettura difensiva unica nel suo genere, fallimentare dal punto di vista militare, magica e particolare perché a forma di tartaruga; è stata progettata da Francesco di Giorgio Martini per schivare i colpo della diabolica e potente bombarda.

E' proprio grazie al volo con il drone possiamo vedere dall'alto la forma che assomiglia a quella di una tartaruga.
Perché proprio la tartaruga?
La Corazza della Tartaruga esprime simbolicamente il carattere di resistenza che si vuole attribuire alla fortificazione, disse Francesco di Giorgio Martini.

@burzob #cosadasopra 


Se siete curiosi di ascoltare la storia dei Montefeltro, tra intrighi familiari, guerre e conquiste, lasciatevi guidare da Paola e Serena, che grazie alla loro preparazione e passione vi porteranno alla scoperta di questa fortificazione unica e affascinante.




Il tour inizia partendo dal piano terra vicino alla biglietteria, nella sala multimediale avrete il primo appuntamento con la storia della famiglia dei Montefeltro e Ubaldini.



Si sale al primo piano nobile mediante la scala elicoidale, percorrendo i due  vani solari si raggiungono gli appartamenti del '500, la stanza più bella e affascinante è senza dubbio il Teatro della Rocca.
Da Salone delle Cerimonie nel '400 venne trasformato in "teatro di corte" dedicato al commediografo Goldoni.
Gli affreschi che riempono il teatro sono in stile Settecentesco sono magnifici, e rendono la sala più ampia di quella che è realmente. Sul sipario è raffigurata una vista di Sassocorvaro nell'800. 
Sempre nello stesso piano un altra chicca è la Cappella della Dimora Ubaldinesca con un altare sacro affrescato raffigurante San Giovanni Battista e San Cristoforo. 
Costeggiamo le mura al suo interno percorrendo il corridoio circolare che avvolge tutto il lato nord, l'architetto Martini sosteneva che "la bontà delle fortezze sta nell'edificio della pianta, anziché nella grossezza dei muri". Fondamentale infatti era la forma delle mura di difesa, e in questo caso la forma circolare serviva, come vi ho già anticipato all'inizio, a deviare i colpi della bombarda.




Successivamente però ci si rese conto che la bellezza della costruzione non era efficiente dal punto di vista bellico, essendo circolare ogni sentinella aveva un limitato campo visivo su tutto il territorio esterno. Possiamo definire la Rocca Ubaldini un meraviglioso fallimento oppure un errore sublime.
E dopo aver visitato l'intera struttura, lasciamo la Rocca per fare due passi nel piccolo borgo che si affaccia sul Lago di Mercatale, un lago artificiale chiuso da una diga costruita negli anni cinquanta.




Dato l'orario saliamo in macchina per andare a pranzo al Birrificio La Cotta, nella località vicinissima di Ca' Corsuccio, in aperta campagna.



Dopo una strada sterrata in salita arriviamo a questo antico casale, con un ampio spazio esterno e dagli interni molto luminosi e rustici.

La birra agricola artigianale La Cotta spicca per la qualità dei prodotti che è garantita dall' utilizzo di ingredienti totalmente naturali come orzo, malto e acqua di sorgente; dove le materie prime sono di qualità il risultato è stupefacente. 



Oltre a sorseggiare della buonissima birra artigianale si possono assaggiare piatti sfiziosi, quindi se volete un consiglio di pancia vi suggerisco di iniziare il pasto con i gustosi crostini al metro con pane fatto in casa per poi aggiungere al pranzo una bella grigliata mista e le inconfondibili costine in salsa bbq. 


Prenotate la vostra gita fuori porta in tutta sicurezza!!!



8 ANNI ONLINE - AUGURI DIARIO DI UNA VIAGGIATRICE SUPERSTAR!


Non è facile fare il bilancio di questo 2020, almeno è quello che faccio di solito ogni anniversario dall'apertura del mio blog.

Sono passati 8 anni da quando ho aperto Diario di una viaggiatrice superstar e questo anno è stato decisamente diverso da tutti gli altri. 

Sarebbe troppo noioso elencare le cose che dovevano succedere, le cose che avrei dovuto fare e invece non ho fatto o non sono accadute.  In questi ultimi giorni di questo anno funesto, a pochi giorni dal Natale, faremo bene a guardare l'anno trascorso prendendo le poche cose belle che sono successe, ed essere grati nonostante tutto.

Quindi non sarà un dovevamo andare in Portagallo ma alla fine non ci siamo andati causa covid ... ma un siamo sopravvissuti ad una pandemia globale.

Siamo stati per la maggior parte di questo 2020 chiusi in casa rinunciando alla nostra libertà. 

Oltre agli affetti, ho rinunciato alla cosa che mi fa sentire viva: viaggiare!  



E' stato un anno decisamente fermo per il mi diario di bordo virtuale, ho viaggiato quando si poteva, ma ho pubblicato pochissimo. I post sono rimasti in bozza, pronti ad essere pubblicati per quando tutto questo finirà .... Non so voi, ma non ho nemmeno avuto voglia di leggere articoli su vacanze, viaggi ed esperienze altrui...perché al momento è ancora un miraggio.

Esisterà un prima del covid e un dopo il covid.

Prima del covid siamo stati in montagna, in Val di Fassa, a trascorrere la settimana bianca insieme alla famiglia di mia sorella, ho anche rimesso gli scii! Sembra passata un eternità ....la cena in baita con la slitta, la ciaspolata sotto le pale di San Martino. 

Che bellezza! Mi manca la neve.


Poi il covid.

Il covid, almeno a me, non ha portato solo cose negative, ma la vita è andata avanti, comunque sia quei mesi sono passati in fretta.  Abbiamo allargato la famiglia, e anche se avevamo in mente altro sono arrivati nella nostra casa altri due gatti, che se adesso ci penso..senza di loro sarebbe stata una noia mortale. 


Ho compiuto i miei 35 anni in pieno lockdown.

Poi è arrivata la primavera, e il governo ci ha concesso un po' più di libertà. 




La paura dei contagi c'era, e quindi siamo rimasti sempre dentro i confini delle nostre Marche.

Ecco, il covid mi ha portato a dedicarmi di più alla mia regione, Apecchio, il Monte Catria, Acquasanta Terme, il Parco dei Monti della Laga.




Escursioni con gli amici, con la famiglia, tutto si poteva fare a patto che si trascorreva del tempo all'aria aperta, quella voglia di natura, quella voglia di ARIA.



Magari senza covid non avrei mai dedicato una settimana delle mie ferie in camper per girare l'Abruzzo e il Molise.  Ho scoperto dei posti fantastici che mi sarei persa, avrei rimandato questa vacanza per posti più lontani, sbagliando...perché ora è da qui che dobbiamo ripartire. 

Da noi.

Posti remoti del Molise, la maestosità del Gran Sasso e dormire con il camper in to the wild, era il mio sogno nel cassetto! 


Poi dopo l'estate è tornato il covid.

Ed è proprio nell'ultimo weekend di libertà, io e Andrea ci siamo concessi una fuga romantica a Roccafluvione,  per dormire al Rifugio dei Marsi, un posticino semplicemente romantico, originale ed intimo. 



Vorrei continuare a scrivere di quello che ho provato in questo periodo, dell'amaro in bocca che mi ha lasciato questo 2020, vorrei lamentarmi del fatto che quest'anno non ho preso nemmeno un volo, che non passeremo in Natale con la famiglia e gli amici ...bla bla bla...ma sinceramente con 700 morti al giorno rimango zitta e assorta nei miei pensieri.

Se "RESILIENZA" è stata la parola del mio 2016, "ACCETTAZIONE" quella del 2017,  "CONSAPEVOLEZZA" nel 2018, l'anno scorso è stato un anno di "TRANSIZIONE" e per questo 2020 ho scelto come parola:  "SPERANZA" .

Speranza nel futuro,

la Speranza che mi mantiene viva, 

la Speranza di ritornare alla vita normale ma cambiata,

la Speranza di credere che le cose possono ancora cambiare,

la Speranza che ho visto negli occhi di mio nipote che ha espresso il desiderio che il covid finisca presto,

la Speranza della realizzazione di un desiderio, 

la Speranza di avere tutta la famiglia in salute,

la Speranza nel vaccino, 

la Speranza di non dimenticare,

la Speranza che ti rende libero, 

la Speranza che raggiunge l'impossibile. 


Buon natale lettori, che sia un Natale di Speranza! 


Riviviamo insieme gli ultimi compleanni del Diario!

🎉 7 anni 

🎊 6 anni 


Trekking e foliage al Monte Catria - Come arrivare in vetta



Adoro il gruppo del Catria, ammetto che questa zona per me è veramente magica. Specialmente in autunno, quando il paesaggio diventa dorato ed il suolo si riempie di foglie croccanti e sembra un tappeto dalle incredibili tonalità marrone. 


Adoro perdermi in questi posti, ammirare il tramonto, scattare le foto, fare piccole camminate per i piccoli paesi e perché no, un trekking. 




Conquistare la vetta del Catria è sempre stata nella mia "To do list".
Come la maggior parte delle cime, anche questa ha una Croce che spicca sulla sommità a 1701 metri d'altezza. Quindi noi arriveremo li.

Le strade che portano al monte Catria sono diverse. La più accessibile e preferibile è quella che parte dal paese di Cantiano-Chiaserna.  A portarvi su di quota vi faranno compagnia ripidi tornanti e un ottimo panorama, la strada di per se è ben curata quasi per tutto il tragitto. Se decidete di passare dal versante opposto, per i paesi di Frontone o Acquaviva, troverete una strada altrettanto affascinante immersa nel bosco ma che a differenza dell'altra risulterà un po' dissestata. 
Le due strade si incontrano proprio vicino al Monumento della Madonna degli Scout, che costituisce la sella del comprensorio del Catria ed è qui che consigliamo di parcheggiare la vostra auto. Certo, se volete mettere alla prova la vostra tenuta fisica, potreste parcheggiare a quote minori e intraprendere ripide salite immersi nel bosco per sentieri non sempre ben segnalati. 



Dalla roccia del Monumento degli Scout (1376m) si intravede la Croce del Catria, la sensazione è che sia inarrivabile da questo versante visti i ripidi pendii che vediamo ma prendendo una stradina sterrata sulla destra del monumento, attraversando un paio di recinzioni per le mucche al pascolo e scarpinando come i matti arriveremo a destinazione 'facilmente'.


Seguiamo la traccia sull'erba che si snoda tra i pascoli, a farci compagnia il rumore dei campanacci che sentiamo in lontananza. Dopo una lunga salita arriviamo al Rifugio Vernosa (1490 m), una piccola casetta in pietra che è abitualmente chiusa. 
Lasciamo alle spalle il rifugio e sulla sinistra troviamo l'abbeveratore, il sentiero qui è ben segnalato ed iniziamo salire per una fitta faggeta.

 



Lo scenario cambia totalmente, ci troviamo in un sottobosco magico, ma il tempo di respirare la bellezza di questo posto che, subito dopo una curva, ci ritroviamo davanti ad una faticosa mulattiera.
Questo forse è il tratto più antipatico poiché non ci si può riparare dal sole e perché sia in salita che in discesa il sentiero è abbastanza scivoloso per i numerosi ciotoli. Niente di particolarmente difficile, tranquilli, in un 'attimo' arriviamo alla croce dedicata a Pier Damiani (1650) e ci manca solo un ultimo scatto per arrivare alla Croce del Catria a 1701 metri. 
Il panorama è bellissimo e lo sguardo spazia su tutte le cime circostanti, il Monte Acuto davanti a noi, sarà la nostra prossima meta, ed infine i Monti Sibillini; nelle giornate limpide si può perfino vedere il Mare Adriatico con il Monte San Bartolo fino al Monte Conero. 








Ripercorriamo a ritroso il sentiero per arrivare alla macchina e per continuare ad esplorare la zona del Catria.


La durata del sentiero è di circa 1.45 h. a/r, se si parte dal Monumento degli Scout a 1376m. Si arriva fino alla croce a 1701 m. 
Il sentiero non presenta difficoltà particolari, ho incontrato anche famiglie con bambini piccoli. Suggerisco un abbigliamento tecnico e scarpe da trekking per via del vento in alta quota e della strada sdrucciolevole. 

DOVE MANGIARE NEI DINTORNI

Un birrificio agricolo che viene chiamato Birrifugio del Catria, un ristoro ai piedi del Catria che offre una buona cucina e birre artigianali ottime!



  
COSA SCOPRIRE NEI DINTORNI DEL CATRIA

Sicuramente è interessante proseguire la strada per Frontone ed arrivare fino alla Chiesetta di San Pier Damiani, vicino ai tralicci, ora dismessi, è possibile scorgere un'altra panorama magnifico e perché no approfittarne per fare qualche foto.
    



Se avete ancora tempo a disposizione straordinario è il Monastero di Fonte Avellana, un luogo affascinante dove il sacro si fonde con la storia e l'arte.




Prima di ritornare a casa, se volete visitare un piccolo borgo medievale vi consiglio vivamente Cantiano, che vanta di un ampio patrimonio artistico e architettonico che merita di essere visitato. 








Escursione a Corvara in Alta Badia: il Rifugio Franz Kostner




Ci troviamo in Alta Val Badia, a Corvara, ai piedi del Piz Boé, la vetta più alta del Gruppo del Sella e del massiccio del Sassongher.

Da Corvara, a pochi passi dal nostro alloggio Ciasa De Munt prendiamo uno dei più importanti impianti di risalita del circuito Sellaronda, la moderna cabinovia gialla Boè che in pochissimi minuti ci porterà a quota 2.199 metri.



Una volta arrivati abbiamo fatto la nostra colazione al Rifugio Piz Boé Alpine Lounge, un privilegio e un esperienza unica dedicata agli ospiti che soggiornano nel B&B Lyfestyle Ciasa de Munt.



Dopo una bella colazione energica e panoramica, siamo pronti ad affrontare il trekking per arrivare al Rifugio Franz Kostner.
Da questa conca glaciale chiamata il Vallon, è possibile scegliere tra due opzioni, se arrivare al Rifugio prendendo un passaggio dalla seggiovia o percorrere il sentiero CAI 638 iniziando proprio dalla stazione da dove parte l'impianto di risalita. 
A piedi il sentiero inizialmente è gradevole per poi diventare impervio e in salita, fatto di gradoni e tornanti. 



Per questione di tempo e di comodità, scegliamo di prendere la seggiovia Vallon e saliamo fino a 2500 metri, con i piedi a penzoloni lungo il tragitto ammiriamo dall'alto il Lago Boè (2250 m) , un piccolo specchio d'acqua incastonato tra le rocce, sotto la parete del Piz da Lech.




Scendiamo dalla seggiovia e ci ritroviamo nella pista di lancio del parapendio, ci fermiamo a guardare il coraggio di questi ragazzi, provando un briciolo di invidia, chissà che spettacolo volare tra le vette più alte delle Dolomiti.






È tempo di ripartire e metterci sul sentiero 638 , dopo diversi saliscendi in meno di 30 minuti arriviamo al Rifugio Franz Kostner al Vallon a 2550 metri.
Veniamo accolti da un gruppo di musicisti che suonano la fisarmonica e il violino, dietro di loro il ghiacciaio della Marmolada, così alto e imponente, intorno a noi le cime più famose delle Dolomiti: il Civetta, il Pelmo, Sorapiss, Lavarella, Santa Croce.








Decidiamo di rimanere qualche minuto prima di ripartire, rimaniamo ammaliati dal panorama che si vede da questa terrazza.
Il Rifugio è moto bello e curato, offre alloggio e un ristorante che propone piatti della tradizione ladina.
Dopo aver preso una birra fresca al bancone e messo il timbro sul passaporto delle Dolomiti, ripartiamo verso Corvara, da qui proseguendo sullo stesso sentiero è possibile raggiungere il Piz Boè a 3.152 metri, considerato una delle vette oltre i tremila metri più semplici da raggiungere.

Un trekking facile da fare in giornata, sarebbe preferibile evitare le ore più calde poiché è esposto e non ci sono ripari, mi raccomando prima di partire informatevi sulle condizioni meteo. 
Buona strada!!







APERITIVO IN VIGNA AL TRAMONTO - Fattoria Mancini



Un aperitivo in Vigna al Monte San Bartolo per salutare il primo giorno d'estate e godere del tramonto; abbiamo potuto assistere al saluto del sole, che ieri ci ha salutati alle 20.50, durante il solstizio d estate con il cielo che ha continuato a splendere fino alle 21.45, regalandoci sfumature e orizzonti meravigliosi.

Oggi vi voglio parlare di questo posto magico a picco sul mare, ci troviamo a Fiorenzuola di Focara, in provincia di Pesaro, nella vigna di proprietà della famiglia Mancini che ha deciso di aprire i suoi vigneti a tutti, facendo gustare le proprie eccellenze al tramonto, immersi nel Parco Naturale Monte San Bartolo.




La Vigna di Rive è aperta per gli aperitivi tutti i giorni tranne il lunedì dalle 18.30 alle 22.00, ovviamente in caso di maltempo la Vigna sarà inacessibile.
Per l'aperitivo non è disponibile servizio al tavolo, quindi dopo aver fatto la coda tra i filari d'uva ancora acerba si arriva allo stand dove si può scegliere tra le differenti proposte.

Aperitivo Orto: Hummus di ceci, insalata di riso e verdure, zucchine alla mentuccia (6 euro).
Aperitivo Terra: pecorino artigianale,prosciutto crudo lonza, lombo di maiale cotto alla brace (7 euro).
Aperitivo Mare: ricotta fresca e acciughe, baccalà mantecato agli aromi mediterranei, bresaola di pesce spada con marinata di pomodorini, capperi e olive taggiasche (8 euro).

Oppure si può scegliere piatti più grandi e completi come il Pascolo, apericena di terra o Falesia, apericena di pesce. (12/14 euro).
Ovviamente, essendo una vigna non mancano le ricche proposte di vino della Cantina Mancini. 


Si parte con una bottiglia di vino bianco Roncaglia a 15 euro fino a 39 euro, con una bottiglia di un vino rosso impenetrabile prodotto con uva Ancellotta.   
Quindi vino bianco o vino rosso a voi la scelta, è possibile anche prendere semplicemente un calice di vino. Al momento dell'acquisto viene richiesto una cauzione di 5 euro per calice, restituita poi alla riconsegna del bicchiere. Non perdete di vista i cassonetti che dopo aver consumato l'aperitivo sarete voi responsabili dei rifiuti. 



L'aperitivo non ha un prezzo fisso, dipende dalle vostre esigenze, non esiste un menù per i celiaci, e per chi non può bere alcool è possibile acquistare acqua e succhi bio.
Non è possibile prenotare, gli spazi sono molto ampi,  sono disponibili circa 500 sedie e alcuni banchetti dove si possono appoggiare i calici di vino. Per i gruppi inumerosi ci sono delle botti circolari, ma vige sempre la regola chi arriva prima prende il posto migliore. 




Il posto migliore secondo me è soggettivo, c'è chi preferisce sorseggiare un buon vino direttamente in vigna, chi preferisce vedere il tramonto e tutta la costa del Monte San Bartolo. 
Ed è qui, accanto la vegetazione, che si riesce a gustare a pieno il tramonto, quindi per me è il posto migliore. Prendere un posticino qui, significa assicurarsi lo spettacolo in prima fila.

Nei weekend ci sarà sicuramente maggior affluenza e quindi la possibilità di trovare fila, quindi il mio consiglio è di arrivare appena qualche minuto dopo l'apertura dei cancelli delle 18.30 per scegliere e valutare il posto panoramico, non vi soffermate sui primi posti. Cercate un po`, varra` sicuramente la pena ..








La Fattoria Mancini mette a disposizione due parcheggi, uno adiacente all'ingresso e uno 500 metri dopo , sempre sulla destra. Un parcheggiatore vi aiuterà a mettere in sicurezza la vostra auto. 

Mi sembra di avervi detto tutto, anzi no.

Alcune raccomandazioni, si può entrare solo con la mascherina, e sparsi per la vigna ci saranno dei dispenser con detergenti disinfettanti, è bene mantenere comunque le distanze di sicurezza soprattutto in fila per la cassa. 

COME ARRIVARE 
Per Arrivare al luogo degli aperitivi, cercate su Google Maps "Fattoria Mancini Vigna di Rive", si trova 1,3 km a sud di Firenzuola di Focara lungo la SP44.