L'eremo di Santa Sperandia - Cingoli


L'Eremo di Santa Sperandia è un luogo nascosto tra la provinciale che da Cingoli porta a San Severino Marche, una grotta scavata nella roccia del versante del Monte Acuto, tra i fitti boschi di leccio e carpino.
Per raggiungerlo si arriva con l'auto fino ad un grande spiazzo con una croce e un alterino con accanto dei sassi. 
Si può lasciare la macchina qui nel parcheggio erboso e poco distante una freccia vi segnalerà due sentieri: uno per le grotte di Santa Sperandia e l'altro che porta ai ruderi della Roccaccia.


Iniziamo questa passeggiata a piccoli passi per gustarci questa meravigliosa giornata, iniziamo a respirare l'aria di montagna con un intenso profumo di sottobosco e un vento che ci accompagna costantemente. 
Lontani dalla città, da qui possiamo vedere sia il mare che gli appennini, un posto magnifico che abbiamo scoperto quasi per caso!

Prendiamo il sentiero sterrato per la grotta
di Santa Sperandia, entriamo nel bosco ed iniziamo a scendere una serie di gradini infiniti fatti con traversine ferroviarie di legno, ne abbiamo contati ben 430, di cui gli ultimi 52 sono di pietra e molto più ripidi.







Durante il sentiero incontriamo un'altra croce dove ci affacciamo e ammiriamo il paesaggio bello e selvaggio, peccato le cave che si intravedono nel versante difronte!





Arriviamo fino alla chiesetta scavata dentro la roccia a strapiombo nella gola del Rio Laque.

La cappella è molto semplice e si può entrare per lasciare una frase, una foto o una preghiera nel quaderno sopra all'altarino.

Luogo di culto e di solitudine, il silenzio ci avvolge dolcemente, vale la pena fermarsi a conoscere qualcosa di più sulla vita e la storia affascinante di Santa Sperandia.







Santa Sperandia è oggi patrona della città di Cingoli, ma le sue origine sono umbre, nel 1216 nacque a Gubbio e quando era ancora giovane lasciò tutti i suoi averi e la sua famiglia per vivere una vita di penitenza, povertà e preghiera.
Intraprese un pellegrinaggio nell'Appennino centrale tra l'Umbria e le Marche, portandola a rifugiarsi in posti impervi e difficili, ma altrettanto magnifici.

Tra i vari borghi e paesi si fermò tra le colline a Cingoli, ed è qui che avvenne molti dei suoi piccoli miracoli, guarigioni istantanee a donne malate; il celebre miracolo delle ciliegie; la pace tra Cingoli e Jesi; la concordia tornata a fiorire tra i cittadini di Recanati.
Per un periodo molto lungo visse come eremita nella grotta di Monte Acuto, 
poi prese l'abito delle benedettine e 
si trasferì fino alla sua morte nel monastero della città, 
con il suo esempio di santità e coraggio divenne una guida per molte giovani. 

La santa morì nel Settembre del 1276, il suo corpo si trova nell'omonimo santuario di Cingoli ed è stato oggetto di numerose ricerche.
Il suo corpo dopo sette secoli dalla sua morte è rimasto incorrotto, molti fedeli gridano al miracolo, infatti secondo la chiesa cristiana l’incorruttibilità è il fenomeno di origine divina che impedisce ad alcune salme di andare incontro ai naturali processi di decomposizione.




***


Risaliamo i gradini e ritorniamo verso casa, ci fermiamo a pranzo in un Azienda Agricola Biologica poco distante dalla grotta.

L'Agriturismo La Collina Dei Ciliegi Di Leonida Appignanesi, offre un pranzo casereccio con vista sui monti spettacolare...CONSIGLIATO!
👍








Primo itinerario del gusto: i 4 RISTORANTI in provincia di ANCONA


Dalle mie parti, ogni posto dove andare a mangiare è buono, che ricordi io, non ho mai mangiato male così tanto da mettere un ristorante nella lista nera, preferenze o meno, ci sono dei posti dove amo ritornare con grande entusiasmo più volte durante l'anno.
Non sono di certo Alessandro Borghese, esperto in cucina per poter giudicare, ma come tutti ho le mie preferenze, ho i miei ristoranti dove mi piace andare a mangiare, purché si mangi bene e si spenda il giusto! 
Ci sono diversi modi di viaggiare, una di queste è assaggiare  il cibo locale e affidarsi alla cucina casereccia,  ritrovare nei piatti prodotti tipici legati al territorio.
In questo post ho selezionato per voi 4 ristoranti nella Provincia di Ancona, è un esperimento, un primo itinerario del gusto che comprende ristoranti diversi tra di loro, ma che hanno delle qualità in comune, quelle che ricerco e pretendo da un ristorante. 
Scelgo i ristoranti dall'ambiente,  per la buona cucina, per la gentilezza del personale che ci mette amore e passione, non solo per dovere del lavoro.

Siete pronti per questo mini tour gastronomico dai sapori marchegiani? 

Dal pesce alla carne concludendo con la cucina vegana, dalla costa adriatica all'entroterra marchigiano, un itinerario a zig zag, come la zeta di Zorro, attraverso la mia regione, ecco  i miei 4 ristoranti nella provincia di Ancona. 

  • MARZOCCA DI SENIGALLIA: D'ISTINTO
  • BELVEDERE OSTRENSE: LA TAVERNA DEGLI ARCHI
  • FILOTTRANO: CA' VECCHIA BEERSTROT
  • LOCALITA' TRIVIO DI SERRA SAN QUIRICO: AGRITURISMO LA BECERCA


D'ISTINTO  
Viale della Resistenza, 56 Marzocca - Senigallia
€€ - €€€

A Marzocca di Senigallia, in un locale intimo e accogliente, si trova il Ristorante d'Istinto.
Tre giovani donne trasmettono la loro passione dell'arte del cucinare nei loro piatti, un mix tra tradizione ed innovazione, selezionando con amore e professionalità ingredienti del territorio, portando a tavola dei piatti creativi, colorati e profumati.
Qui si mangia d'istinto non solo con la bocca, ma con il naso, gli occhi e l'anima!



LA TAVERNA DEGLI ARCHI
Via Comune Vecchio n. 26 Belvedere Ostrense
€€ - €€€
 
Una taverna nascosta tra le vie del borgo di Belvedere Ostrense, una location intima, rustica ma allo stesso tempo elegante.

Cibo scelto con passione e con impegno, piatti che spaziano dalla carne di canguro, carne di struzzo, bisonte e dai nostri cibi nostrani come il filetto degli archi avvolto nella scamorza e nel tartufo. 

 


Un mix di gusti e sapori del territorio, non perdetevi gli antipasti e caldi e freddi dove potrete assaggiare e assaporare piatti gustosi ed eccellenti.

* Menù per celiaci









CA' VECCHIA BEERSTROT
Via Centofinestre, 20 Filottrano 
€€ - €€€

Io adoro questo posto soprattutto per la sua posizione, si trova in collina, in una posizione predominante con una vista spettacolare sulle montagne e sul paese di Filottrano. 
Ideale per le serate d'estate, quelle spensierate, dove ti siedi al tramonto e sorseggi una fresca pinta di birra artigianale di ottima qualità e mangi un hamburger gigante.

Ca' vecchia beerstrot nasce come birreria, quindi troverete nel menù una vasta scelta di birre, e potrete mangiarci principalmente del finger food oppure hamburger di varie tipologie di carne. 
Dolci fatti in casa davvero gustosi, come il Birramisù e la Tenerina, ora non vi resta che godervi la serata!!




 
AGRITURISMO LA BECERCA 
Località Trivio - Becerca 1 - Serra San Quirico 
€€

Un oasi di pace immerso nelle colline marchigiane, l'Agriturismo Becerca è un casolare ristrutturato, in un ambiente caldo, rustico e familiare, dove si mangia e si beve come se fossi a casa. 
Conosciuto grazie ad una mia amica vegetariana, ho partecipato al Venerdì Vegan.
L'agriturismo infatti, il venerdì organizza cena con buffet vegano, utilizzando prodotti di stagioni, raccolti direttamente dal loro orto, cucinati con fantasia e originalità.
Un cibo da far cambiare idea anche i più scettici della cucina vegana, il menù cambia spesso quindi andare una volta sola non basta!!




IN VETTA AL SAN VICINO






Chi vive dalle mie parti, lungo la costa adriatica, vede in lontananza il profilo delle montagne marchigiane, e c'è una vetta a cui siamo particolarmente affezionati, è quella del Monte San Vicino.

La cima ricorda quella di un grosso panettone, o una gobba, un po' pendente da un lato, tutti lo riconoscono, impossibile confondersi!

Fin da piccola, fine anni '80 ed inizio anni '90 assieme alla mia famiglia, nelle calde domeniche d'estate si andava a cercare un po' di fresco in montagna; tolti i 20 giorni fissi nelle Dolomiti, la maggior parte delle volte ci si riuniva con i fratelli e le sorelle di mia madre e si organizzavano delle gite fuori porta, dei picnic con tanto di tavolino, amache e pranzo al sacco. 

I posti più gettonati dopo la pineta di Apiro erano le località di Poggio S. Romualdo, Frontale e Poggio S.Vicino, tutti i posti da dove partivano sentieri per arrivare alla croce del S. Vicino, per me che ero piccolina era una meta irraggiungibile, fatto è che non mi ci hanno mai portato!

E così dopo tanti anni sono ritornata a San Vicino, questa volta per salire fino in cima!


↠ Il sentiero si prende da Prati di S. Vicino e in 0.45 minuti si arriva in vetta, precisamente sotto la croce a circa 1480 metri di altezza.
Questo breve trekking è facile, adatto a tutti ma nello stesso tempo molto soddisfacente e affascinante.

Siete pronti?


Parcheggiamo la macchina a Prati di San Vicino, proprio vicino al cartello informativo del parco, prendiamo il piccolo sentiero che sale a sinistra, lo stradello si intravede tra il verde del prato, ed iniziamo così la nostra salita.







Entriamo nella fitta faggeta, a ridosso di un bivio fatto di radici intrecciate  troviamo le indicazioni per il Sentiero Matelica, il nostro sentiero. 


Tagliamo la collina e continuiamo a procedere fino ad uscire dal bosco, la visuale sotto di noi si apre e approfittiamo di questo bellissimo paesaggio per prendere un po' di fiato.

La grande valle dell'Esino è ai nostri piedi con i suoi piccoli centri abitati. 











Svoltiamo verso destra lasciando alle spalle il bosco, non siamo più coperti, anzi siamo esposti al sole e al vento pungente,  ma  pronti ad iniziare lo zig- zag verso la vetta.


Tra rocce e roccette percorriamo l'ultimo tratto in salita per poi vedere finalmente in lontananza la croce. 






E' sempre gratificante raggiungere un obbiettivo, e la croce, oltre ad essere il punto più alto della montagna, per me rappresenta la meta. 


Da quassù possiamo goderci tutta la bellezza e la diversità della nostra regione:  le Marche. 



Sotto di noi il Lago Castreccioni di Cingoli, all'orizzonte tra la foschia si vede confusamente il nostro mare, e poi una distesa infinita di campi coltivati ognuno con il suo pezzetto di colore diverso dall'altro, la dolcezza delle colline e le strade che da quassù sembrano dei lunghi serpenti.


E' una strana sensazione essere in un posto così lontano da casa che allo stesso tempo con il passare degli anni è diventato quotidianamente un mio punto di riferimento.






Mentre guardiamo questo magnifico paesaggio facciamo pranzo, per poi discendere per lo stesso sentiero,  per chi vuole è possibile prendere un percorso alternativo passando per la grotta di San Francesco.






YESCAPA: l'Airbnb del camper


Avete mai sentito parlare di Yescapa?

Una novità francese che viaggia su 4 ruote, che propone un'idea di turismo diversificata, un turismo che riguarda l'en plain air!

Ebbene si dopo Airbnb, la piattaforma che mette in affitto la propria casa, sbarca in Italia l'Airbnb del Camper.

Chiunque possieda un camper di sua proprietà può metterlo in affitto, e chiunque cerca una vacanza diversa "on the road" può prenderlo in affitto
e progettare il viaggio dei propri sogni.





L'idea è geniale, riguarda tutte le persone che hanno un camper e  che per problemi di lavoro e di poche ferie a disposizione, lo lasciano molto tempo fermo e inutilizzato dentro il garage. 

Yescapa propone un nuovo modo di pensare che consiste nel condividere il proprio camper con altri viaggiatori, mettendo a disposizione il proprio mezzo a chi vuole vivere un'esperienza diversa. 

I BENEFICI DI ENTRAMBI I CONTRAENTI 

Yescapa mette in contatto le due persone fisiche, che saranno i contraenti del contratto di condivisione che diverrà effettivo una volta completati tutti i procedimenti che vi spiegherò qui di seguito:


⇒ Il proprietario del camper metterà a disposizione il proprio mezzo dietro ad un compenso giornaliero; grazie a questo potrà contenere le spese annuali di gestione (revisione, assicurazione, tagliando, bollo) e magari guadagnarci qualcosina da investire sulla futura vacanza.
 
⇒ Da parte del viaggiatore invece sarà sicuramente un'esperienza diversa dal campeggio o dall'hotel, un nuovo modo di viaggiare e di condivisione, fonte d'ispirazione di un viaggio itinerante in mezzo alla natura.
Sicuramente verrà apprezzata l'idea di avere una casa mobile sempre dietro, economica e speciale!


Grazie a Yescapa, io sto realizzando un piccolo sogno.

Dopo l'esperienza entusiasmante di aver girato l'Islanda su di un van a noleggio con una compagnia locale, il mio sogno era di riprenderlo in Italia e andare alla scoperta del Trentino Alto Adige, tra la natura incontaminata delle Dolomiti, Patrimonio dell'Unesco.

Ma, come funziona? 

Vediamo passo per passo come noleggiare un camper.
  

La piattaforma Yescapa è una sicurezza, semplice e affidabile.
 
Collegatevi al sito www.yescapa.it , registratevi creando un vostro profilo personale, cercate secondo il vostro luogo di partenza il mezzo che fa per voi, la scelta è molto ampia camper a 6 posti, van, furgoni, roulotte.
Curiosate tra le tante descrizioni dettagliate, oltre al camper stesso molti danno in dotazione barbecue, sedie e tavolini da giardino, frigorifero, bici ecc. 
 

Una volta individuato il camper che fa il caso vostro, stabilite la data di partenza e quella di arrivo del vostro viaggio, scegliendo tra le opzioni l'orario più consono alla vostre esigenze. 
Inviate la vostra richiesta gratuita e senza impegno al proprietario del camper, tramite la chat del sito avrete il primo approccio e potrete scambiarvi informazioni e richieste.

Il proprietario dovrà accettare la vostra richiesta, e subito dopo toccherà a voi tramite il pagamento con bonifico confermare il vostro viaggio.

Da quel momento Yescapa ti chiederà delle garanzie, per conoscerti meglio e vedere se sei un guidatore affidabile e responsabile.

La documentazione consiste nell'inserire tramite allegato copia della patente di guida, (serve avere più di 23 anni) ,  un domicilio certificato (una bolletta dove viene riportata l'indirizzo e il vostro nome va bene)  e la carta d'identità.

Una volta inviata la documentazione Yescapa si riserverà di controllare e validare i vostri documenti, successivamente vi sarà inviata per email il contratto di condivisione e tutte le informazioni necessarie per il vostro viaggio, consiglio di stamparle e portarveli a bordo!

Il luogo di incontro e le generalità del proprietario verranno fornite subito dopo il pagamento, ed ora non vi resta che aspettare il giorno della partenza!

Il mio è arrivato! 
E non vedo l'ora di iniziare questa avventura a bordo di un furgoncino  Volkswagen T3 Westfalia giallo! 
Seguite il mio viaggio #trentINvan e seguite i viaggi #yescapa.

Ricordatevi che il rispetto reciproco e la trasparenza è alla base di questo progetto, non è facile dare in affitto a terzi un bene così prezioso!
 

→ Per informazioni più dettagliate visitate il sito www.yescapa.it , e per ogni dubbio contate sull'assistenza Yescapa, subito reperibili e disponibili.



TOUR SALAR DE UYUNI - Da San Pedro Atacama a Uyuni - giorno 2




Riprendo a scrivere il diario di viaggio da dove avevo terminato ieri sera, oggi abbiamo percorso circa 300 km nella Riserva Nazionale Andina Eduardo Avaroa, in una superficie immensa tra le temperature gelide e la neve a circa 4.500 metri.


GIORNO 2


DA VILLA MAR a COLCHA K


La nottata non è andata poi così male.. ci siamo svegliati e abbiamo provato a lavarci, ma con -8° gradi è stato quasi tragi-comico!

L'acqua del rubinetto era praticamente gelata, tipo..vi siete lavati mai con una granita? Lavarsi è stata una penitenza più che un sollievo, comunque ci siamo svegliati felici, felici che questa nottata sia finita e felici di iniziare una nuova avventura.

Alle 6.30 si parte per la Riserva Nazionale Andina Eduardio Avaroa, e dopo qualche ora siamo all'ingresso per pagare il ticket di 150 boliviani.

Da qui in avanti il paesaggio è incredibilmente sorprendente, vette innevate, mandrie di lama che corrono selvaggi in libertà, il cielo azzurro sembra finto, stiamo girando un documentario per la National? Quello che guida è Piero Angela o Super Mario? 



Prima di arrivare alla prima tappa ci fermiamo in una piccola laguna dove ad attenderci ci sono dei lama, forse alpaca, difficile capire la differenza, loro sono tranquilli e agghindati a festa...sicuramente sono addomesticati!

I lama, come gli alpaca, sono animali preziosi, vivendo selvaggi la loro carne è molto genuina, per non parlare della loro caldissima lana!







Siamo a 4300 metri circa e la prima tappa di oggi è la LAGUNA COLORADA.

Camminiamo in questa passerella di legno che costeggia parte della laguna, che ha un colore rosso vivo, per via delle alghe e del plancton che prosperano nelle acque ricche di minerali.















Il colore dell'acqua cambia di ora in ora, il sole si specchia e la laguna luccica come un incantesimo, gli animali si muovono lentamente e dolcemente, nessuno può rovinare questo quadro…



✋ Ehmm...non è vero!

Ci sono al mondo degli essere umani che non rispettano la natura, i divieti e il buon senso, questa cosa mi manda fuori di testa!

I lama e i flamingos, vivono in armonia in questo specchio d'acqua illuminato, forse hanno freddo, forse dormono, non lo sappiamo..ma questo fermo immagine vale il viaggio in Bolivia.

Incantati da questo scenario Super Mario ci mette a disposizione un po' di tempo per godercelo, dove possiamo scattare delle foto, starcene seduti a contemplare tutta questa bellezza fuori dal comune.


Per me la giornata poteva finire tranquillamente con questa immagine, soddisfatta per quello che ho visto ed estremamente grata per la fortuna di averla visto!
La prossima tappa sarebbe stata LA LAGUNA VERDE, ma purtroppo causa neve è stata impossibile andarci. Veramente un peccato!


Ci spostiamo di 18 km verso il DESERTO DI SIOLILI, tra le dune sabbiose spunta l'attrazione più fotografata: l'albero di pietra.

L' ARBOL DE PIEDRA non è che una roccia che ricorda vagamente la forma di un piccolo albero.




Un susseguirsi di paesaggi selvaggi e unici come a LAGUNA HONDA, un altro bellissimo posto imperdibile ed infine la LAGUNA HEDIONDA , la casa dei fenicotteri (cosi dicono, ma non ne abbiamo visto nemmeno uno!).







A pochi passi dalla laguna Hedionda c'è vita, un Eco Hotel Los Flamencos che accoglie turisti per mangiare e per dormire.

Io non mi sento in ottima forma, dalla foto si riesce a intuire; mal di testa, nausea e mal d'orecchio!

Una struttura nuova con panorama ovviamente invidiabile, wifi solo nella sala comune e bagni a pagamento abbastanza puliti, dove ti danno la carta igienica solo dopo aver pagato! Pazzesco! 

Ci fermiamo a pranzo in questo locale adibito ai viaggiatori "on the road" come noi, Papi ci cucina e noi non vediamo l'ora di iniziare a mangiare!
Verdure, riso e patate, non potevamo chiedere di meglio!




Con la pancia piena ripartiamo, io dopo due bicchieri di Coca Cola mi sento meglio,  intorno a noi gli scenari cambiano.
Lungo la strada incontriamo una volpina ferma e immobile, per nulla spaventata!
Super Mario si ferma, prende una pagnotta di pane da dietro il bagagliaio e la lancia, lei corre subito e scappa dietro le rocce.

Lei lo sa che gli uomini non sono tutti cattivi!!!





Lasciamo il parco e tutte le lagune per andare in un Salar, non quello de Uyuni, ma il SALAR CHIGUANA.

Il tempo non promette bene, nuvole che minacciano tempesta sopra ai vulcani,  ci fermiamo in questo spazio infinito di sale e sabbia, qui passa la ferrovia, un unico binario che dalla stazione Abaroa si dirige ad Uyuni.




Stasera si dormirà in un hotel particolare, fatto tutto di sale, sono sollevata all'idea di non dover soffrire di freddo, o almeno ci spero!
Dopo qualche ora arriviamo all'Hotel De Sal nel piccolo villaggio di Colcha K, presidiato da militari.
Sembra un miraggio, una camera matrimoniale spaziosa, coperte, bagno in camera con doccia con acqua calda, asciugamani puliti e una merenda calda pronta sul tavolo nella sala in comune.
Questo piccolo hotel è in via di ristrutturazione, è completamente fatto di sale, è un ottimo rifugio e base vicino al Salar Uyuni.
Una zuppa calda per cena a lume di candela, visto che è saltata più volte la corrente, doccia e subito a dormire.
Svuotiamo il nostro zaino, facciamo ordine e ci rilassiamo con una bella doccia calda… 
Mi metto scalza sopra al letto  a scrivere qualche riga, mi piacciono molto questi momenti in solitaria, perché il ritmo del tour organizzato non sempre ti dà la possibilità di "isolarti" ed avere un momento per te stesso.

Mettiamo la sveglia molto presto, domani sarà una giornata magica!




Il piccolo borgo di Pierosara



Oggi vi porto a Pierosara, un borgo che ho scoperto per caso facendo un sentiero che dall'Abbazia delle Chiuse di San Vittore ed oltrepassando il ponte romano, giunge in meno di 15 minuti a questo piccolo paese, un vero gioiello incastonato tra le colline marchigiane, nel cuore del Parco della Gola della Rossa.

Questo antico borgo un tempo si chiamava Castel Petroso: il castello sorgeva in un posto roccioso e sovrastava la vallata;oggi quello che ne rimane è la torre risalente al XI secolo nella Piazza principale.
Da Piazza Coriolano Bruffa, primo presidente delle Grotte di Frasassi, si può ammirare un bellissimo panorama dell'alta valle dell'Esino, da Cerreto d'Esi alla Gola della Rossa.

Qui ci sono tre panchine, dove è possibile fermarsi, rigenerarsi, ascoltare il rumore del vento e perché  no, dedicare un momento per immaginarsi la leggenda che da' il nome al borgo : Pierosara.


La storia narra dell'amore sfortunato di questi due giovani: Piero e Sara, due promessi sposi che vivevano entrambi nel borgo di Castel Petroso.
Purtroppo della bella Sara se ne era innamorato anche il feudatario del Castello di Rotorscio, il conte Ravellone che decise di rapirla per sottrarla al suo amato Piero.
Una notte il conte decise di introdursi nella rocca e portare via la dolce Sara ma i cittadini, scoperto il rapimento, scatenarono una feroce battaglia contro i seguaci del conte.
Messo alle strette il Conte Ravellone uccise Sara che teneva fra le braccia e la sorte non andò meglio al giovane Piero che una volta davanti a lui venne colpito da una scure.
Per ricordare questo triste avvenimento Castel Petrose divenne Pierosara.






Controindicazioni del cammino: LA SANTIAGHITE!



La preparazione fisica, quella mentale, lo zaino, le tappe, i giorni di ferie che non bastano, i mezzi di trasporto per arrivare al punto di partenza, gli albergue, il phon, sono alcuni dei tanti problemi che ti assalgono prima di partire.
E’ il tuo primo cammino, sei ansiosa e sei molto dubbiosa se riuscirai a cavartela sempre e se i tuoi piedi reggeranno il ritmo dei 25/30 km al giorno.



Coraggio

Parti

Non devi temere di niente

Anzi c’è solamente una cosa che devi temere...è il post-cammino, è il momento del ritorno.
Attenzione nella maggioranza dei casi ti verrà diagnosticata una malattia molto diffusa tra i pellegrini ritornati da Santiago: la Santiaghite.

Te ne avranno parlato...vero?

Ecco cosa dovrai affrontare al tuo ritorno se deciderai di partire.
 



1 - IL CAMMINO TI CAMBIA

Non ci credevo quando leggevo questa frase, IL CAMMINO TI CAMBIA, si..ma in che modo, e a me farà effetto?
Vuoi la verità?

La verità è che il cammino non ti cambia.

Il cammino ti cambierà se sarà il momento giusto per te, se sarai predisposta a cambiare, se perderai il controllo della tua vita e ti lascerai andare a tutto quello che il cammino ti regalerà.

Solo così avverrà il cambiamento.

Sono sicura avrà un effetto maggiore se il cammino lo farai da sola.
Siamo sempre alla ricerca di qualcosa, qualcosa dentro di noi che abbiamo sepolto, e probabilmente il cammino fa spazio a questo, o meglio toglie la polvere dal nostro cuore, ci fa godere dell’essenziale, delle piccole cose che nella vita quotidiana nemmeno ce ne rendiamo conto.
Una doccia calda, una maglietta pulita, un pasto pronto, un sorriso , la complicità e la gentilezza delle persone.
Tutte cose che ritroveremo durante il cammino e ci sembrerà un dono.

Sei pronta ad accogliere questo cambiamento?

2 - UNA VOLTA FATTO NON NE PUOI FARE PIU’ A MENO

Detto così sembra una droga o una medicina, qualcosa che crea dipendenza e che ti da’ sollievo.

In effetti è così.

Ti renderai conto che l’unica cosa che ti riporti a quei fantastici giorni è camminare, camminare in mezzo alla natura, estraniarsi dalla vita frenetica di tutti i giorni e rifugiarsi nei tuoi passi, nella natura e nei tuoi silenzi.
Quindi una volta fatto il Cammino di Santiago, che siano 800 km o che siano 100 km, ripartirai…  lo so, quello di Santiago non ha paragoni, perché è proprio Santiago che è magica, Piazza Obradoiro  che è una scatola di emozioni. 
Ma qualsiasi cammino ti regalerà emozioni nuove e paesaggi diversi. 
Non meno belli ma semplicemente diversi.

3 - DIVENTERAI UNA TUTTOLOGA DEL CAMMINO

Si, il primo passo per  risolvere un problema è riconoscere la sua esistenza.

Il problema è che una volta fatto il cammino parlerai  e ti ritroverai sempre a parlare di quello, quindi ti iscriverai a tutti i gruppi Facebook, a tutti forum riguardanti il Cammino, tutto pur di parlare con persone che hanno vissuto la tua stessa esperienza, condividendo emozioni, dispensando consigli su scarpe, zaini, albergue ecc; perché TU LO SAI come vanno le cose, TU LO HAI FATTO.

In ogni cosa vedrai il cammino.
Alla vista di una conchiglia griderai al miracolo, alla vista di pellegrini che camminano sul ciglio della strada indosserai gli occhi a cuoricino e dirai “anche io!”, ogni volta che vedrai una freccia penserai che sia un segno, Giacomo diventerà il vostro nome preferito.

Sei pronta a diventare così patetica e monotematica?

4 – LA TUA CASA DIVENTERA’ UNA SECONDA SANTIAGO

Tutto quello che avrai vissuto sarà appeso sulle pareti di casa.
Dopo il cammino ti rilasserai nei vicoli di Santiago, facendo qualche acquisto per ricordarvi di questa esperienza unica.
Ok, questa è la versione soft, non ti volevo spaventare, ma in realtà svaligerai i negozi di souvenir portandoti a casa conchiglie (per tutto il paese), calamite, bracciali, anelli con Ultreya e Suseya, orecchini e collanine a forma di conchiglia, mattonelle con frecce e conchiglie in rilievo. 
Addobberai casa ad albergue del pellegrino!
La Compostela, la Muxiana e la Finisterriana, saranno le vostre coppe, il vostro trofeo, quello che non avete mai vinto,  ma lo sapete che non hanno lo stesso valore. 
Hanno un sapore che non c’entra niente con la vittoria ma hanno un sapore che dicono “Io ce l’ho fatta e posso farcela”, queste pergamene avranno la loro collocazione in un quadretto ben in vista nel salone, a discapito della pergamena della vostra laurea.


5 - TU HAI FATTO IL CAMMINO DI SANTIAGO…PUOI FARCELA SENZA PROBLEMI!

Senza saperlo, una volta che avrai fatto il cammino diventerai in automatico un supereroe.

Dopo che passerai sempre più spesso da una persona monotematica e magari per un attimo non ci pensi al cammino, ecco che se ne vengono fuori dicendo: “dai che ti lamenti, tu hai fatto il cammino di Santiago!”
Non potrai più lamentarti, perché tu hai fatto il cammino.
Si, io ho fatto il cammino di Santiago ma non sono un supereoe e pronta a fare qualsiasi trekking o esperienza da survivor, non sono immune nel lamentarmi,  e potrei anche voler dire (a volte) che sono stanca dopo 5 km di passeggiata in centro sotto il sole.
Quindi cara non avrai scuse. 

Hai fatto il cammino questa è la tua croce..puoi scalare l’Everest senza problemi, senza fatica e senza fiatare!


Siete pronti agli effetti collaterali del Cammino?