Il paese di BANFF - Canada - Cosa vedere



Banff è un paese dell'Alberta in Canada, il più grande nel Parco Nazionale Banff ed è il più alto perché si trova in montagna a 1463 metri.



Banff è un villaggio molto turistico, la maggior parte delle persone si riversano lungo la Banff Avenue, la grande via principale che divide il paese, qui si affacciano negozi di souvenir, ristoranti (pochi),  caffè, market e negozi dove vendono alcolici (tipo se cercate la birra 😉).












Partiti da Calgary la prima fermata dopo 120km è stata la cittadina di Banff, abbiamo scelto così perché il nostro tour dei parchi a bordo del nostro Truck Camper sarà un po' diverso da quello standard, faremo delle deviazioni molto interessanti.








Avendo la nostra casa mobile sempre con noi,  per la notte abbiamo scelto il campeggio TUNNEL MOUNTAIN TRAILER COURT che si trova appena fuori dal centro città.








Un bellissimo campeggio selvaggio molto grande e ben organizzato, tipo villaggio turistico italiano ma molto più spartano.

Davanti al Teatro "La tana del Lupo" si trova la fermata dello shuttle che gratuitamente (solo per l'andata) ci porterà al centro del paese, il ritorno si paga circa 2 dollari all'autista!












Siamo scesi alla fermata vicino al BANFF PARK MUSEUM, il più antico museo di storia naturale del Canada occidentale dove è possibile vedere collezioni di tassidermia di animali autoctoni come il grizzly e orsi bruni. 


Poco prima del ponte attraversando la strada si diramano diversi sentieri, qui scorre il fiume Bow lungo 587 km che nasce dalle montagne rocciose all'interno del Banff National Park.

Prendiamo il sentiero BOW RIVER TRAIL, superato il Bow River Bridge, costeggiamo il fiume, una passeggiata immersa nella natura, dove è possibile sedersi sulle numerose panchine e tavoli per picnic messe a disposizione lungo il tragitto. E' veramente una passeggiata rilassante e facendo silenzio con molta attenzione si possono incontrare tantissimi animali nascosti nella vegetazione.










Noi abbiamo visto scoiattoli, picchi, e abbiamo avuto un incontro ravvicinato con un alce, che a volte non è sempre piacevole, soprattutto nel periodo di accoppiamento in autunno gli animali possono essere molto pericolosi! 



Il sentiero è facile, adatto anche alle famiglie con i passeggini, poi dopo si arriva ad un punto dove  c'è una bella scalinata in legno, qui la potenza del fiume si fa più incessante, siamo quasi arrivati alle BOW FALLS.


Il BOW RIVER non è altro che un sentiero che poi diventa il BOW FALLS TRAIL, si arriva fino alla spiaggetta dove si possono vedere meglio le rapide del fiume che prosegue poi lentamente in mezzo alle montagne, accanto sulla destra lo storico Banff Springs Hotel.



Le BOW FALLS non sono cascate di grande rilevanza, qui il fiume fa un salto che, anche se sembra piccolo, è di 9 metri; insomma non vi aspettate le cascate del Niagara, ma il contesto circostante è veramente spettacolare! 




Un' altra attrazione alla fine dell'Avenue sono le CASCADE GARDENS, un grande parco ricco di fiori di colori, dove i piccoli sentieri in pietra si incontrano con i ruscelli, e dove si può godere il paese in tranquillità nei gazebi rustici.






Per continuare la breve visita di questo paesino di montagna è possibile visitare la CAVE AND BASIN TRAIL. Questa grotta, fu scoperta per caso nel 1883 da tre ferrovieri, un evento che diede origine al primo parco nazionale del Canada. 
Un sentiero per ammirare la flora e la fauna, le acque minerali solfuree, la grotta sotterranea e le mostre interattive nel museo. 


Banff non è una città come tutte le altre, è nata per fornire servizi al parco che la circonda, infatti è una buona base per esplorare tutta la zona del Lake Louise. 

IL MONASTERO DI RILA - Escursione di un giorno da Sofia




La Bulgaria, paese insolito per una breve vacanza.

La capitale Sofia non è conosciutissima, o meglio, rimane fuori dalle mete gettonate per fare un week end in Europa, ma fidatevi di me e ne sarete piacevolmente sorpresi.

Con la sua moneta, il Lev, la Bulgaria per noi italiani è un paese molto economico, con un popolo diffidente ma ospitale, un mix di etnie e di culture diverse, con un passato ricco di storia e una natura incontaminata.

Non molti sanno che la Bulgaria custodisce un ricco patrimonio artistico e che vanta di ben nove siti riconosciuti dall'Unesco.



1 Chiesa di Bojana (1979)

2 Il Cavaliere di Madara (1979)

3 Le chiese scolpite nella roccia di Ivanovo (1979)

4 Tomba trace di Kazanlăk (1979)

5 Parco nazionale del Pirin (1983)

6 Monastero di Rila (1983)

7 Antica città di Nesebăr (1983)



8 Riserva naturale di Srebarna (1983)

9 Tomba trace di Sveštari (1985)




In abbinamento alla visita della capitale, è possibile organizzare una gita di un giorno e in 1 h 30'  arrivare fino a 1.147 metri di altezza nei monti Rila sulla valle del fiume Rilska, dove tra i boschi è nascosto il Monastero di Rila.


Siete pronti per questa avventura? 



Partiamo!


Dopo aver visitato Sofia, noleggiamo per pochi euro un'auto, precisamente una Fiat 500 colore azzurro puffo, non passeremo sicuramente inosservati. 
Ci sono alcuni tour operator che organizzano escursioni in pullman, ma in questo caso noi abbiamo scelto la macchina di Grande Puffo, per esplorare la Bulgaria più autentica e selvaggia in autonomia.

Digitiamo su Google Maps Rilksi Manastir.

Siamo pronti per partire, superato il traffico iniziale della capitale, dobbiamo iniziare a familiarizzare con i cartelli stradali scritti in alfabeto cirillico, e fin da subito abbiamo capito che è indispensabile avere un navigatore! 

Prendiamo l'autostrada A3, indicazione per Kyustendil, per Kulata, e proseguiamo per la strada 107 e così dopo 120 km circa arriviamo al Monastaro di Rila.



Se il primo tratto di viaggio risulterà leggermente poco interessante, con una periferia in degrado, con smog, palazzoni giganti, poi ci rendiamo conto di quanto la natura sia in grado di trasformare un posto in una bellezza unica e rara.

Villaggi di poche case, dove sui tetti e sui comignoli dei camini nidificano le cicogne, mercatini dell'antiquariato, e per finire dopo una bella salita si arriva al Monastero, un luogo magico e sacro. 












Fondato nella prima metà del X secolo dal monaco San Giovanni di Rila, è il santuario più grande della Bulgaria ed è famoso soprattutto per i suoi affreschi di estremo valore artistico, ed è proprio per questo che nel 1983 venne iscritto dall'Unesco come uno dei luoghi patrimonio dell'umanità.


San Giovanni di Rila, conosciuto come Ivan Rilski è il santo più amato dei bulgari, una vita passata in solitudine che attirò a se molti discepoli venuti fin quassù a studiare e a pregare.

Furono loro a costruire questo monastero, che venne poi distrutto sotto il periodo ottomano, e ricostruito durante il Risorgimento nei secoli XVIII e XIX.


Il monastero assomiglia ad una vera fortezza, ma la sua bellezza è il frutto delle numerose donazioni delle famiglie bulgare benestanti che hanno contribuito alla ricostruzione della struttura originale.













Appena varchiamo il bellissimo arco dipinto ci troviamo abbracciati da un bellissimo cortile dove si affacciano il Monastero di quattro piani con 300 celle, il Museo , la Torre del despota Hrelio e la Chiesa della Natività.



Veniamo subito attratti dalle strisce bianche e nere dei portici, tipiche dell'architettura ortodossa orientale, ci avviciniamo e rimaniamo abbagliati dallo splendore degli affreschi, dai loro colori vivaci che circondano la chiesa.

Stupendi!



La presenza di affreschi che narrano temi biblici, è dovuta all'antica credenza che un luogo spoglio fosse un luogo dove il diavolo potesse avere accesso. 
In questa parete è quasi impossibile trovare uno spazio libero!

Patrimonio di immensa bellezza, per chi come me ha studiato Storia dell'Arte è veramente emozionante, interpretare le iconografie dipinte e ricostruire gli episodi descritti. 







Entriamo in silenzio all'interno della Chiesa, ci ritroviamo davanti all'imponente iconostasi dorata composta da 36 scene bibliche, la luce che emana questa tavola è incredibile!

La chiesa è composta da due cappelle: l'iconostasi di San Nicola preso dalla vecchia chiesa medievale, e l'iconostasi di San Giovanni. 
E' severamente vietato fare foto, quindi ci dedichiamo alla visita delle tre navate della Cattedrale gustandone ogni piccolo dettaglio.

Un luogo di raccoglimento, di estrema compostezza e devozione, una meta di pellegrinaggio per tutti i fedeli che vengono dalla Bulgaria a venerare le reliquie del santo monaco Giovanni che rinunciò a tutti i suoi beni per darli ai poveri.

Dopo essere usciti nel piazzale, da non perdere è la visita al Museo, dove oltre ad ospitare una collezione di croci da petto del XI secolo, custodisce la Croce di Rila, un'opera di intaglio su legno eseguito dal monaco Raphael il quale realizzò
104 scene religiose e 650 figure umane in miniatura.

Se volete rimanere più tempo ad esplorare i dintorni, è possibile passare la notte nel Monastero, in una delle celle messe a disposizione dei pellegrini, basta informarsi nella reception accanto al museo. 

Riprendiamo la strada verso la capitale, il Monastero è bellissimo, lo avrete capito dalle parole che ho speso per descriverlo, ma siamo rimasti colpiti da come ancora una volta la natura ci affascina e ci attrae...facendoci scappare dalle grandi città per inseguirla!!



→  Attenzione a chiedere informazioni: i bulgari dicono si e no con la testa al contrario di noi!!





Escursione con le ciaspole a MALGA BOCCHE da BELLAMONTE



Chi dice che solo con gli scii si possono vedere panorami unici ?

Oggi vi porto con me in una bellissima passeggiata invernale con le ciaspole  (o scarponcini da neve) all'interno del Parco Naturale Paneveggio, in una malga speciale che nel 2015 vinse il premio simbolico come "malga più bella del Trentino".



Si parte per Malga Bocche!





Lasciamo la macchina nel grande parcheggio di Castelir a Bellamonte,  prendiamo la Cabinovia "Castelir- Fassane- Morea" e al secondo troncone dell'ovovia in prossimità dello Chalet 44 Alpine Lounge in località Morea,  scendiamo ed imbocchiamo il sentiero subito a sinistra, non troviamo nessuna indicazione, ma è questa la strada giusta! 



Siamo a quota 1967 m. e questo è il nostro punto di partenza della nostra passeggiata, è proprio qui che ci mettiamo le ciaspole ai piedi.









Un sentiero battuto, lievamente in discesa, tra il bosco innevato nel Parco di Paneveggio, la catena del Lagorai sulla nostra destra che ci accompagnerà per tutto il sentiero. 




"C’è solo qualcosa di bello nel camminare sulla neve che nessun altro ha calpestato. Ti fa credere che sei speciale, anche se sai che non lo sei."

(Carol Rifka Brunt)





Il silenzio viene spezzato dal nostro ciap ciap delle ciaspole sulla neve, camminiamo in questo bosco incantato da abeti molto alti , il sole oggi è timido, si nasconde dietro le nuvole e dietro le cime innevate, regalandoci un cielo di un colore straordinario.


Dopo circa 1 km di cammino ci ritroviamo a Malga Canvère a 1977 m, sembra di essere accolti in un piccolo borgo fatto di baite in legno, ognuna personalizzata e costruita con dettagli particolari, impossibile non fermarsi a guardarle e fantasticare.

Sarebbe bello svegliarsi qui, dopo una notte passata con i piedi vicino al camino con una tazza di tisana bollente e la neve che scende fuori!








Ciò che le accomuna è la legnaia posta vicino all'ingresso, pezzi di legno incastonati precisi a creare un bellissimo mosaico.


PAZZESCO!




Dopo aver fantastico e fotografato questi bellissimi chalet, proseguiamo per il sentiero 623 che piano piano si stringe per poi aprirsi di fronte a noi con un bellissimo scorcio sulla catena del Lagorai e le Pale di San Martino.




Il sentiero per Malga Bocche è ben segnalato e accessibile a tutti, dal punto di vista naturalistico è davvero molto suggestivo.
Camminiamo nel fitto bosco di larici e pini cembri, notiamo delle impronte di capriolo o forse di cervo, spezzano la distesa bianca intatta di neve scintillante... il cielo è tornato ad essere azzurro ed è tutto così magico.





Ci riposiamo un attimino seduti sulla neve vicino ad un ponticello di legno pittoresco che sormonta il torrente Rio di Costagnella, qui inizia la parte forse un po' più impegnativa del nostro sentiero: la salita!


La salita è breve ma abbastanza ripida, ma al suo culmine ecco spuntare le cime delle montagne davanti a noi, giriamo a destra fino a vedere Malga Bocche in lontananza in questa terrazza innevata che si affaccia sul Passo Rolle, il Lagorai e il Gruppo delle Pale di San Martino.





Il tetto della malga è ricoperto da una coltre di neve bianca, l'aria frizzantina e il cielo pulito rende il panorama intorno a noi nitido. Siamo a 1946 metri d'altezza, uno dei migliori Belvedere delle Dolomiti, incantevole d'inverno e meraviglioso d'estate.



























Malga Bocche può essere raggiunta in vari modi, il sentiero 623 quello che abbiamo scelto per la nostra escursione è facile, inizialmente pianeggiante, in lieve discesa, per poi risalire prima della malga.

D'estate la passeggiata è consigliata anche alle famiglie con i bambini in passeggino,  troverete la malga aperta con gli animali in alpeggio e una cucina tipica trentina pronta a soddisfare il vostro palato.

D'inverno la malga è chiusa, è possibile ciaspolare, fare sci di fondo o camminare semplicemente con una adeguata attrezzatura da neve.



LUNGHEZZA PERCORSO 4.2 km circa
DURATA 1.40 h. andata
DURATA 1.55 h. ritorno 





7 anni e troppi puntini di sospensione - Buon compleanno Diario di una viaggiatrice Superstar






7 candeline da spegnere per ogni anno passato a scrivere su questo diario virtuale.

Potrei dire, sembra ieri che ho iniziato per la prima volta a scrivere...invece no!


E' passata un'eternità, ogni anno mi rendo conto la difficoltà di far combaciare ed incastrare tutto quanto, ma sono ancora qui online e questo mi rende abbastanza orgogliosa, considerando la mia non costanza nelle cose.



2019 forse è un sollievo che stai per finire, eppure non eravamo partiti male, anzi… Sei stato abbastanza dispettoso, ma come ogni pezzo di un enorme puzzle anche tu sei stato fondamentale.

Se "RESILIENZA" è stata la parola del mio 2016, "ACCETTAZIONE" quella del 2017, e "CONSAPEVOLEZZA" nel 2018...Questo 2019 non saprei definirlo..

Un anno fragile, insicuro, così buio che a volte quando esce il sole con i suoi raggi fanno male...perché ormai al buio ci siamo abituati abbastanza bene.

Se il dolore è devastante, la felicità è un dolce sollievo che dura un battito di ciglia.

Per questi momenti singolari e unici noi viviamo, sono quei momenti che ci danno speranza nell'attraversare i momenti burrascosi...la possibilità di gioire.

Quindi direi che il 2019 è stato un anno di "TRANSIZIONE".


Transitare significa passare per un luogo, senza fermarsi.
Osservare e continuare a proseguire il cammino.
Transitare, passare oltre, attraversare 365 giorni e la sensazione di aver sbagliato tutto.

Ecco è questa la sensazione di questo anno appena concluso.  


Una continua ricerca di quello che è giusto e sbagliato, una continua voglia di esserci per gli altri che a volte mi fa sentire sola, una ricerca di come vorrei essere che non sono. 


L'irruenza del mio carattere e subito dopo il sentirmi in colpa.
Cercare di fare del mio meglio e scoprire che non è bastato.
Sentirsi naufrago in mezzo al mare non è piacevole, ma aiuta a capire quello che vuoi fare della tua vita.




Aspettare l'onda che ti travolge, oppure imparare a padroneggiare il surf,  cavalcare l'onda e darti una possibilità di rimanere vivo.



"La vita è come attraversare il mare: 
ci sono giorni di calma e giorni di tempesta;
 l'importante è saper essere buoni capitani della propria nave" 
Jacinto Benavente 







Il 2019 è stato anche un anno ricco di viaggi e di avventure, di momenti spensierati e indimenticabili. 

GENNAIO e FEBBRAIO hanno portato la bellezza dei paesi nordici, la scoperta della Svezia e di angoli nascosti e selvaggi. L'intimità, i paesaggi innevati è ormai diventato un rito per noi. 


Non pensavo di amare così questi posti, non pensavo di amare il freddo e la neve.

MARZO

La primavera è arrivata in anticipo, questa foto è stata scattata il 3 marzo davanti casa.
Il posto migliore è rimanere a casa e guardare i frutti del campo nascere giorno dopo giorno, raggio dopo raggio.































APRILE E MAGGIO 

Il risveglio dal letargo è lento, ma è magnifico.
Svegliarsi un giorno qualunque e girare nei dintorni della mie Marche ogni volta è sempre una scoperta.

Trekking al Monte Giuoco del Pallone, visita alle grotte di Sperandia a Cingoli, pic-nic a Monte San Bartolo con gli amici.





GIUGNO mi ha dato il viaggio della mia vita: il Canada a bordo di un truck camper.

Qui ho vissuto esperienze ed emozioni contrastanti, che ancora non ho ben capito se il Canada mi sia piaciuto davvero.

Conservo momenti indimenticabili, come i racconti di mia zia che vive a Penticton da ormai 30 anni, la paura degli orsi così reale e vicina, gli scenari infiniti, la vita a bordo di un camper, la bellezza di svegliarsi nella natura, i riti quelli belli.





LUGLIO E AGOSTO

Estate è casa.

E' vedere i tramonti in giardino, andare in canoa al mare, giocare con i nipoti al mare, aperitivi in spiaggia a piedi nudi, e trovare refrigerio nelle nostre montagne nostrane.


Un campeggio improvvisato sui Monti Sibillini nella notte di San Lorenzo, un eremo sperduto e un lago ghiacciato. 










SETTEMBRE il mio mese preferito.




Adoro Settembre, e adoro avere le ferie in questo periodo dell'anno.

Dopo un agosto passato a lavorare, è arrivato lui e mi ha regalato 10 giorni incredibili.

La scoperta di una nuova valle la Val Badia con Corvara, il traguardo raggiunto con l'arrivo al Rifugio Torre di Pisa in Val di Fiemme ed infine la partenza per le Canarie.




Il mio ritorno alle Canarie dopo 5 anni, Fuerteventura e Lanzarote questa volta sono state diverse!




Ho avuto l'onore di far conoscere queste isole ad Andrea, ma quello che mi è piaciuto di più che con lui ho scoperto due isole totalmente diverse da come le avevo vissute negli anni scorsi...quindi è stata una bellissima prima volta anche per me!








OTTOBRE E NOVEMBRE sono arrivati subito, con i colori caldi dell'autunno e lo scricchiolio delle foglie cadute a terra.

Un attimo era estate e poi eccoti qui, con il giaccone caldo e la sciarpa grande come coperta.

Una domenica in birreria con gli amici a Sassocorvaro, una gita a Sassotetto, un week end nelle Foreste Casentinesi per fotografare il foliage.
Questo si che è un bel motivo per partire!!




DICEMBRE di luci e di ricordi.
Un velo di malinconia per chi non c'è più, la gioia di avere una famiglia con cui festeggiare il Natale, i regali fatti con il cuore e un desiderio sotto l'albero.





E per questo 2020 alle porte, mi auguro di avere coraggio.


Coraggio di cambiare, siamo fatti di scelte e conseguenze.

Coraggio di essere felice, perché non è un segreto cosa ci rende felice, e allora è stupido stare ad aspettare la felicità da lontano.

Coraggio di ribellarmi alle situazioni scomode.

Coraggio di non trovare scuse alle mie azioni.

Coraggio di non nascondermi dietro traguardi che sono in realtà desideri profondi.

Coraggio di non avere paura.

Coraggio di cadere e rialzarmi più forte di prima.

Coraggio di essere libera.

Coraggio di dimenticare.

Coraggio di perdonare.

Coraggio di ascoltare in silenzio.

Coraggio di amare.

Coraggio di affrontare le difficoltà 

Coraggio di lasciare andare.





Buona Natale a tutti!