RAGGIOLO in una giornata di primavera




"Un piccolo borgo in pietra ,
un labirinto dell'anima, 
un luogo in cui perdersi, 
una dimensione in cui ritrovarsi. "


Oggi vi porto nel cuore dell'Italia in uno dei suoi borghi più belli. 
Siamo in Toscana. 

Raggiolo è un piccolo borgo nel casentino, posizionato alle pendici di Pratomagno e avvolto nell'abbraccio dei suoi due torrenti, il Teggina e il Barbozzaia. Arroccato su di uno sperone domina la sua valle verde e rigogliosa. 

Il borgo si sviluppa sostanzialmente in verticale; grazie proprio alla sua caratterizzante "eterna salita" , potrete ammirare da ogni piccola apertura tra le minute dimore scorci e panorami meravigliosi che ripagheranno la vostra fatica; ovviamente per gli stretti vicoli si cammina esclusivamente a piedi circondati dalle tante e piccole casette in pietra ognuna con la sua storia, da seccatoi di castagne di epoche passate a magazzini dove venivano riposti gli strumenti degli antichi mestieri.

Il rumore dei torrenti invade e scandisce la vita dei raggiolatti, accompagnandoli nei loro lavori domestici e nella routine quotidiana.
Credo che il tempo si sia fermato a Raggiolo; se non verrete troppo distratti dalle bellezze naturalistiche che vi circondano potrete notare scene di vita quotidiana di tempi passati; un piccolo ma fornito alimentari con annesso il tabacchi aperto solo alla mattina, la signora che butta la spazzatura in ciabatte che si ferma a chiacchierare con il dirimpettaio della casa di fronte, il rintocco delle campane!







La semplicità e la ricchezza della vita autentica, della vita vera.


Come familiarizzare con questa piccola perla persa nel verde dei boschi casentini? 
Per iniziare vi consiglio una una bella passeggiata partendo dalla località "il Mulino" e, costeggiando il torrente Barbozzaia,  arrivare fino al cuore di Raggiolo.

Una passeggiata intima e solitaria, tra il verde dei castagni e il sottile rumore delle foglie che si staccano lentamente con il fruscio del vento.

La natura parla, la natura ci parla.
A volte noi umani siamo troppo impicciati per poterla ascoltare. 

Percorrendo la strada che vi ho indicato abbiamo visto spuntare una piccola struttura in pietra appena al di la del torrente; è un ex-mulino ad acqua, totalmente ristrutturato e funzionante che oggi è la sede dell'Ecomuseo della Castagna nel Casentino.



Dicono che da queste parti, in una casetta lungo il torrente d'estate venga in villeggiatura un famoso regista americano, se ne sta qua con la sua famiglia lontano dalla frenesia delle grandi città perché qui trova ispirazione per i suoi capolavori, verrà ispirato dalla natura nella stesura del copione? 😁😛

Il nome 'casualmente' sfuggiva a tutti (ma non ci crediamo) quindi non chiedetecelo e del resto forse non avrei dovuto nemmeno dirvelo..



Lasciamo alle spalle questa oasi di pace per risalire il parco giochi e l'antica fonte, alziamo gli occhi al cielo e intravediamo tra i tetti l'alta torre della Chiesa di San Michele Arcangelo, unica testimonianza medievale.


Scendiamo per i vicoli del borgo silenzioso, ripercorriamo la lavorazione della castagna con la visita al Museo della Castagna per poi rilassarci davanti ad un buon piatto caldo nell' unico ristorante del borgo: il Convivio dei Corsi.

Passerei ore ed ore a curiosare tra questi vicoli, a leggere le frasi sparse per il paese, a respirare l'odore dei camini, a godermi attimi di serenità fuori dal tempo, senza chiasso e senza correre.

(Cosa di cui non mi preoccupo visto che vi sfido a correre per le vie del paese in salita, sarebbe veramente dura 😁 )



Il borgo è intriso di storia, di testimonianze e perle di saggezza incise nei muri dalle case in pietra, di persone schive in prima battuta ma estremamente generose e piene di storie di raccontare, come la Signora Rosita, che, incrociata per caso nei nostri peregrinaggi, ci ha offerto il suo aiuto e la sua conoscenza del luogo solo percependoci  come forestieri.

Quanto amore per questo borgo da parte dei suoi abitanti, follemente innamorati e con gli occhi lucidi ogni volta che si fermano a decantare le qualità del posto in cui vivono. 



Come molti altri piccoli borghi d'Italia anche la vita di Raggiolo, aimè, stava volgendo al termine. 
Fortunatamente l'unione e l'amore per il territorio hanno dato il via a progetti di recupero e mantenimento della memoria storica. I raggiolatti difatti hanno realizzato che solo rievocando il loro passato saranno in grado di gettare le fondamenta per un futuro radioso per la loro Casa.
Questa comunità di persone, riunite in associazioni come la Brigata di Raggiolo e l'Unione dei Comuni, partecipano attivamente all'organizzazione di eventi, alla realizzazione e conservazione delle peculiarità di questo posto unico, rallentando se non invertendo il crollo demografico del borgo.

Che dite per come ne scrivo si capisce che mi sono innamorata di questo piccolo borgo? Dopo la visita primaverile con i suoi colori sul verde acceso ed il blu intenso del cielo sarebbe il caso di tornare in autunno per vedere Raggiolo vestito di rosso e giallo .. ma anche per partecipare alla Festa di Castagnatura, e perché no, andare alla ricerca di qualche porcino!! (premetto che anche qua 'voci' affermano che di porcini 'un ve ne sono mica' ma ormai li abbiamo capiti i nostri raggiolatti)



DORMIRE IN UN EX-SECCATOIO di  CASTAGNE a RAGGIOLO

Dove dormire a Raggiolo? Le strutture ricettive di Raggiolo sono sostanzialmente quelle che furono le dimore degli abitanti in antichità; perfino l'unico hotel di Raggiolo altro non è che un cosiddetto 'albergo diffuso'. Avete problemi a scegliere? Vi capisco, Come esperienza sicuramente poco comune vi consiglio di provare a dormire in un antico seccatoio di castagne. Lo avete mai fatto? No? Allora contattate la casa vacanze di Linda e Piero, Le Antiche Pietre, sita in zona Molino. I gentilissimi e disponibilissimi padroni di casa vi accoglieranno e vi faranno sentire sentire a vostro agio. 
La struttura è una minutissima casetta in pietra risalente al 1700, ristrutturata conservando le peculiarità edilizie del tempo e dispone di una cucina indipendente, di un bagno privato, di una camera da letto e una corte provata per rilassarvi... ma tutto in formato mini!!
Questo è quello che fa al caso vostro per una buona base logistica per partire alla scoperta di Raggiolo... e dei suoi dintorni visti i numerosi sentieri che partono da qui.
Per info e prezzi visitate il sito: www.leantichepietre.it .

DENTASTIX per i nostri amici a 4 zampe !



Maggio è il mese della prevenzione dell'igiene orale dei nostri amici pelosi,e grazie all'iniziativa di Insiders Italia mi hanno promosso Ambassador di Pedigree® DentastixTM.  per farvi conoscere questo prodotto indispensabile per i nostri cani!

Se non lo conoscete, Dentastix è uno snack  con tripla azione:
  • aiuta a ridurre la formazione del tartaro fino all'80%;
  • pulisce i denti più difficili da raggiungere grazie alla forma ad X;
  • contribuisce a mantenere le gengive sane grazie alla vitame E.

Et voilà vi ho già detto tutto del prodotto. 
 
Avendo due cani di taglia media e grande,  ho provato e testato questo prodotto che ne avevo sentito solo parlare.
Sono rimasta soddisfatta dei benefici di Dentastix, e i risultati si vedono ancora di più giorno dopo giorno, facendo giro shopping ho notato che in alcuni negozi di animali il prezzo è davvero oneroso, ed invece al supermercato molto spesso si trovano in offerta, e quindi si può approfittare e comprarne uno stock, giusto per non rimanere senza! 😊

Ma vi racconto un po' di più di questa iniziativa, che mi ha molto divertita e mi ha visto interpretare un ruolo particolare: spacciatrice di felicità !

Volete conoscere i miei amici a 4 zampe e sapere com'è andata??

Leggete qui sotto e commentate la vostra esperienza Destastix. ↓↓

Innanzitutto vi presento i due padroni di casa, i miei fedelissimi amici e compagni di vita.


Lei è Giamaica, adottata e tolta dalle sbarre del canile il 31 Ottobre del 2009.
Era timida, spaventata, incapace di correre e giocare; presumibilmente è stata abbandonata perché non era un cane adatto alla caccia, forse perché ha paura degli spari e dei rumori violenti.
Insieme abbiamo superato di tutto, tante difficoltà e paure, ora siamo diventate sicure, impavide, un po' cicciotelle e anche troppo curiose.
Taglia media, bianca e nera, si diverte a mangiucchiare qualsiasi cosa che si trovi nel giardino di casa.
E' qui che Dentastix ricopre un ruolo importante, l'esclusiva forma ad X pulisce a fondo e delicatamente azzerando tutte le impurità nella bocca, rilasciando denti e alito sano.



Lui è Argo, fedele compagno di scorribande di Giamaica.
Lui è arrivato prima di Lei, ma per galanterie ho dato la precedenza alle signorine...
Argo viene accolto dalla famiglia di mia sorella nel Febbraio 2008, precisamente il 6 Febbraio, lo stesso giorno di nascita di Bob Marley!
Sono passati 10 anni ma è rimasto sempre un cucciolo, con una gran voglia di giocare e di ricevere coccole.
Il suo gioco preferito, anzi la sua ossessione: la pallina!!!
Pesa sui 30/35 kg, quindi taglia grande, per lui Dentastix è un gioco, lo prende e corre via...
Un modo del tutto divertente per prendersi cura della propria igiene orale!



GLI AMICI del PASSAPAROLA



NOME : ODO 
SESSO: MASCHIO
ETA': 8 ANNI
TAGLIA MEDIA 

Odo è stato molto felice del regalo che gli ho fatto, non aveva mai provato  Dentastix e il suo approccio è stato come nella vita: VORACE. 
In pochissimi secondi il gustoso bastoncino al pollo è stato divorato e fatto a pezzetti dentro la bocca di Odo. 
Risultato?
Soddisfatto e pronto allo stick successivo!

Eh no Odo, Dentastix non sostituisce il pasto principale, si prende solo una volta al giorno !!!!




NOME : PERLA
SESSO: FEMMINA
ETA': 11 ANNI
TAGLIA PICCOLA

Birichina, vispa, sempre arrabbiata con il mondo,  ma estremamente dolce con chi vuole lei.
Perla, è una bassotta tutto pepe, oltre ad avere un fiuto speciale è la padrona di casa di mia madre.
Un pelo lucidissimo grazie alla sua alimentazione sana e corretta, ed agilissima nei movimenti.
Appena preso Dentastix è corsa per metterlo sottoterra, ha scavato una buca senza farsi vedere e poi è corsa per aspettare un altro stick.

Mi sembra una scena già vista!! 
Perla, Dentastix si mastica lentamente e si prende solo una volta al giorno. 
 





NOME : ARGO
SESSO: MASCHIO
ETA': 5 ANNI
TAGLIA GRANDE

Abbiamo un omonimo nella lista degli amici, lui è Argo.
Stralunato, sbadato, con la testa sulle nuvole: UN SOGNATORE!
E proprio come un sognatore, quello che sogna sarà sicuramente lo stick Dentastix al sapore di pollo
Ah, non ditelo in giro che poi si monta la testa, ma Argo è super bravo, è "laureato" in Pet Therapy, e grazie all'utilizzo giornaliero di Dentastix sfoggia il suo sorriso smagliante per conquistare il cuore dei bambini e degli anziani.






NOME : WENDY
SESSO: FEMMINA
ETA': 7 ANNI
TAGLIA PICCOLA 10 kg


Femmina, fino in fondo.
Timida quando vuole e intraprendente quando ci vuole.
E come una femmina, alla forma fisica ci tiene, e dopo aver masticato il suo Dentastix per cani di piccola taglia, ha un po' di rimorsi!
Wendy, tranquilla, mangialo tutto lo stick è a ridotto contenuti di grassi e senza zuccheri aggiunti.







RINGRAZIO A TUTTI GLI AMICI A 4 ZAMPE E ALLE LORO PADRONE CHE HANNO PARTECIPATO A QUESTO PASSAPAROLA DI THE INSIDERS, E ANCHE A TUTTI QUELLI CHE LO HANNO PROVATO E NON SI SONO FATTI FOTOGRAFARE !!
MANNAGGIA ALLA PRIVACY!!!😂😂😂


ALLA PROSSIMA AMICI PELOSI!

10 cose da non perdere a Ostra Vetere


Tra le colline marchigiane, tra il Mar Adriatico e gli Appennini, c'è un borgo da scoprire a 20 km da Senigallia, composto di  piccoli vicoli, scorci magnifici e una storia da raccontare.
Oggi vi porto a Ostra Vetere, un borgo ricco di cose da vedere e da fare che fino al 1882, a partire dal Medioevo, era chiamato Montenovo.

Ho selezionato solo 10 cose da vedere per voi che hanno incontrato il mio gusto; non vi resta che spuntare la lista e godervi questo piccolo angolo di Marche.

Buon viaggio!



SCAVI ARCHEOLOGICI
Località le Muracce

Per conoscere una città a fondo bisogna conoscerne il passato, è quindi proprio da qui che inizieremo il nostro tour, nella zona archeologica di Ostra Antica. 
A circa tre chilometri dall’attuale borgo di Ostra Vetere, in una zona pianeggiante denominata “Le Muracce”, sorge l’area archeologica. 

Tutto ebbe inizio con il rinvenimento di un statua nel XIX secolo, durante i lavori di aratura. 
Un  contadino trovò una statua riconducibile alla figura dell'imperatore Traiano.
Da lì l'interesse e i successivi scavi che portarono, grazie agli studi e all'iniziativa del Cav. Giuseppe Baldoni, alla scoperta di una vera e propria città sotterranea agli inizi del XX secolo. 
Grazie agli scavi sono stati portati alla luce numerosi ed importanti edifici pubblici  come il foro e il teatro, e niente di meno che un edificio termale.  




SANTA MARIA DI PIAZZA



Il simbolo del paese, la cupola che protegge tutti i ostraveterani.
Non c'è ombra di dubbio, riconoscerei Ostra Vetere da ogni strada della Valmisa e da ogni collina marchigiana grazie alla Chiesa di Santa Maria della Piazza.
La cupola ed il campanile di Santa Maria di Piazza, costituiscono un eccellenza monumentale unica nel genere. Quest'ultimo, alto oltre 51 metri, sovrasta inseme alla cupola neogotica realizzata in cemento armato alta quasi 42, l'intero borgo.
La chiesa più volte ricostruita oggi è un mix di stili; nacque romanica, diventò gotica, e poi venne ricostruita in stile neo-gotica ad opera degli ingegneri architetti bolognesi Francesco e Giuseppe Gualandi.  




POLO MUSEALE TERRA DI MONTENOVO -  EX CONVENTO DI SANTA LUCIA


Il Polo Museale Terra di Montenovo si trova nell'ex convento di Santa Lucia che dal tardo Medioevo fino al XIX sec. ha ospitato l'ordine delle Monache Clarisse.
Acquisito e restaurato dal Comune di Ostra Vetere nel 1999 ora è un ricco contenitore culturale, dove poter passare qualche ora ammirando le bellissime opere del Museo Civico Parrocchiale Beata Crocifissa Satellico, e ripercorrere la storia della Città Romana di Ostra nell'Antiquarium grazie agli scavi svoltisi presso l'Area Archeologica delle Muracce.
Non perdetevi l'incontro con l'eroico Traiano, copia riprodotta perfettamente di quella che è la statua originale conservata al Museo di Arte e Storia di Ginevra ritrovata durante gli scavi archeologici.





IL FONDO ANTICO DELLA BIBLIOTECA CIVICA

Un piccolo tesoro, tra le biblioteche storiche di maggior interesse nella regione Marche, la Biblioteca Civica con sede all'interno del Polo Museale di Montenovo, conserva la raccolta di libri francescani di Ostra Vetere. 
Di proprietà del comune sin dalla fine del 1800, la biblioteca ospita numerosi  volumi, circa 4000, libri di Filosofia, Matematica, Diritto Canonico, Civile, Retorica Grammatica, Medicina,Teologia, Poesia, Storia Sacra e Libri proibiti.



IL CHIOSTRO DI SAN FRANCESCO

Questo bellissimo chiostro si trova accanto alla Chiesa di San Francesco al Marcatale; questo complesso rappresentò per secoli il principale insediamento dei monaci francescani ad Ostra Vetere.
Oggi è il punto di ritrovo degli ostraveterani, che riparandosi dal sole, cercano refrigerio tra gli archi decorati da pregevoli affreschi. 



 
CHIESA DI SANTA LUCIA

Tra le tante chiese ad Ostra Vetere, questa è stata quella che ho scelto. 
Semplice, in mattoni all'esterno e piccola, raccolta ed elegante all'interno.
 
La Chiesa di Santa Lucia è ricca di pregevoli decorazioni barocche, un altare con una teca centrale nella quale è custodito un Crocifisso ligneo del quattrocento, e due eleganti altari laterali.
La chiesa, ad una sola navata, ospita due dipinti settecenteschi: la Madonna con San Luigi Gonzaga, san Carlo Borromeo e santa Caterina e nell'altro San Pietro, San Francesco, Santa Chiara e un vescovo non identificato.  
La chiesa di Santa Lucia custodisce le spoglie e le reliquie della venerata Beata Suor Maria Crocifissa Satellico beatificata nel 1993.



LA CASA DI TERRA E DI PAGLIA
Contrada Molino 

In contrada molino, poco fuori dal centro di Ostra Vetere possiamo visitare un raro esempio di struttura “povera” tipica delle campagne marchigiane: la casa di Terra. 
La “Casa di Terra” di Ostra Vetere fu costruita intorno agli anni 1905/1910 da un contadino, un certo Luigi Gregorini con blocchi di terra e di paglia chiamati "i maltoni".
Passando diversi proprietari, la casa è stata abitata fino al 1957, la piccola abitazione infatti è rimasta quasi integra nella sua tipologia originaria su due piani con materiale povero ma resistente. 
Ovviamente grazie al restauro della Soprintendenza ai bene architettonici e ambientali di Ancona ora è possibile visitarla. 



IL PUNTO PANORAMICO
Piazza Perlasca

Gironzolando per questo piccolo borgo, via accorgerete che gli scorci panoramici sono tantissimi e molto suggestivi, tra i più significativi sicuramente è quello che si vede da Piazza Perlasca, vicino al complesso di San Francesco al Mercatale.
Da qui, nelle giornate limpide si può godere di un panorama spettacolare dalle colline verdeggianti, ai borghi limitrofi, fino ai Monti Sibillini




DEGUSTAZIONE VINO VILLA BUCCI
Via Cona,30 Località Pongelli

Se siete amanti del buon vino, non perdetevi un giro degustazione nella cantina Villa Bucci per assaporare i vini del territorio ed ascoltare la storia della Famiglia Bucci.
Il prodotto di punta di questa Azienda è il 'Villa Bucci Riserva', un verdicchio pieno equilibrato proveniente solo da "vecchie vigne". Per gli amanti del vino rosso la cantina offre il 'Pongelli Rosso Piceno', un vino fresco e leggero, ottenuto con uvaggio di Montepulciano e Sangiovese. Ah si, non dimentichiamoci del Verdicchio Classico dei Castelli di Jesi!
La scelta dei vini è molto ampia, tutti biologicamente certificati, ora lascio a voi la scelta, ditemi, quale preferite??


DEGUSTAZIONE PRODOTTI TIPICI E LOCALI LA BUCCIA
Via Antonio Gramsci 2/B
 
Conoscere il territorio sicuramente è mangiare e bere nostrano.
Se volete farlo nel modo giusto, fermatevi all'osteria la Buccia, Diletta saprà consigliarvi e soddisfare il vostro palato!
La cura e la passione dello chef sono gli ingredienti principali per sorprendere il cliente, ovviamente il tutto condito da una scelta e selezione dei prodotti biologici a km 0 accompagnati da vini eccezionali.

 




* Ringrazio il Comune di Ostra Vetere, il Comune di Senigallia, la ProLoco di Ostra Vetere che grazie  al Blogtour organizzato in occasione del Ritorno del Traiano mi ha fatto conoscere questo bellissimo borgo.


SIRMIONE - fuori stagione


Visite fuori stagione alla scoperta di luoghi altrimenti 'poco accessibili': una bellezza rara, un occasione imperdibile, sopratutto se stiamo parlando di piccoli borghi che vivono di turismo.
Conoscere Sirmione per me è stato così, mi sono sentita ospite anziché turista, l'ho potuta apprezzare nella quiete di una bellissima giornata di sole di inizio primavera, quando i piccoli locali si rimboccano le maniche per ripartire, per riprendersi dall'inverno e per accogliere il turista nel miglior modo possibile.

 
Ci troviamo a due passi da Brescia, in una lingua di terra che divide il Lago di Garda ai comuni di Peschiera e Desenzano. 
Famosa per le terme e per le sue origini antiche, vi porto a fare una bellissima passeggiata tra la storia e le acque splendide del lago.

L'unico punto d'accesso per entrare nel borgo è attraversare il ponte levatoio accendendo al cortile del Castello Scaligero.

Una fortezza imponenente tra le meglio conservate in Italia, una rocca lacustre eretta per difendersi dalle aggressioni esterne in una posizione strategica proprio difronte al Lago di Garda.


Attrazione di maggior interesse è la visita al Castello Scaligero, passeggiare nei sotterranei segreti della rocca e ripercorrere la storia scaligera tra leggende e realtà è molto intrigante, ma imbattibile è percorrere  i camminamenti di ronda avendo a fianco scorci mozzafiato del Lago fino alle colline Gardesane. 

Se l'altezza e 146 scalini non vi fanno paura, salite fino in cima alla torre d'avvistamento. A 47 metri godrete di un panorama sul lago senza eguali!






Se c'è una cosa che mi fa pensare al Lago, è proprio la tipica passeggiata lungolago, il classico pic-nic nel prato, il sole,la tranquillità e i colori.


Dal Castello Scaligero prendiamo la passeggiata che costeggia tutta la sponda destra del lago per arrivare fino alle Terme di Catullo.


Sulla punta a nord della penisola di Sirmione,  in una posizione che vi sorprenderà e vi stupirà, si conservano i resti di una delle maggiori ville romane dell'Italia settentrionale.


L'area archeologica di circa 2 ettari è circondata da un immenso uliveto, circa 1500, ospita un prezioso Museo Archeologico con reperti ritrovati dagli scavi della villa romana, decorazioni e frammenti che una volta abbellivano le stanze.
Tra l'azzurro del cielo e quello del lago, ripercorriamo la storia di quel tempo camminando tra i ruderi di questa antica villa,  grazie al supporto video che troviamo all'ingresso e ai cartelli didascalici sparsi per il parco, immaginiamo e ci immergiamo nell'antico mondo romano.



Non lasciate la collinetta di Catullo senza prima scendere in spiaggia, nella caraibica spiaggia Jamaica, rilassatevi all'ombra dell'ulivo prima di riprendere il vostro tour verso il centro di Sirmione.

Di certo, che dopo aver visto questi paesaggi è veramente scontato dire che la famiglia di Catullo e suoi avi, fossero davvero fortunati a vivere in questo contesto che tuttora è rimasto ben conservato e curato.

Ritornando verso il centro, passiamo anche davanti al famoso e rinomato Hotel Aquaria, con la sua SPA Termale, con idromassaggi, bagni di vapore e tutto quello che serve per sentirsi coccolati e rigenerati in una cornice da favola che è quella del Lago di Garda.

Se ci pensate Sirmione viene sempre associata alle terme, Terme di Sirmione oppure abbiamo sentito sicuramente nominare l' Acqua di Sirmione.

L'acqua di Terme di Sirmione è classificata un'acqua minerale e ipertermale, in quanto sorgiva, batteriologicamente pura perché sgorga a una temperatura di 69° C;  viene classificata come sulfurea salsobromoiodica, contiene infatti una rilevante quantità di zolfo, sodio, bromo e iodio.
I benefici di questa acqua sono tanti sia a livello di prevenzione sia a livello curativo.

Il centro è ricco di negozi di souvenir, ristoranti e bar, tutte attività che in bassa stagione sono ovviamente chiuse, ci rimane di mangiare un gelato alla gelateria all'angolo, e goderci ancora questa aria di tranquillità in riva al lago di Garda. 




ROCCHETTA MATTEI e il sogno di uomo che decise di curare il mondo


A pochi chilometri da Bologna, in un paesino di nome Grizzana Morandi, appena dietro ad una serie infinita di curve, quando ormai hai perso la speranza, ecco che ti sorprende sopra ad uno scoglio a dominare tutta la vallata la Rocchetta Mattei, dimora del Conte Cesare Mattei.
Vi racconto in breve questa esperienza, tralasciando curiosità e alcuni aneddoti, perché il bello è esseri lì e ripercorre la sicuramente poliedrica esperienza di vita di Mattei piena di intrighi, misteri e successi. 

La vita di Cesare Mattei, discendente di una famiglia agiata, è sostanzialmente divisa in due tronconi. Dapprima la vita pubblica e politica ma a 36 anni, in seguito alla morte per cancro della madre, matura e sviluppa in se il desiderio di contribuire in prima persona, forte dei suoi svariati studi e dei sui maestri di sicura fama, al progresso della medicina del tempo.

La perdita della madre rivoluzionò difatti la vita di quest'uomo. Dalla rabbia per la mancanza di cure efficaci per, se non altro, alleviare il dolore della madre degente (andavano ancora di moda i celeberrimi salassi per capirci..) alla completa dedizione alla cura del prossimo, ricercando benefici e donando speranza grazie al proprio metodo.



Siamo nella metà del xix secolo, il tasso di mortalità era elevato. 
Molte delle malattie 'romanzate' erano presenti nell'epoca. Per questo, grazie ai studi e ricerche, si dedicò alla creazione di un sistema di cure diverso, una medicina alternativa chiamata l'Elettromeopatia.
Cesare Mattei non era un medico, ero uno studioso, un autodidatta, un visionario, che con l'aiuto del Prof. Costa, il Minghetti ed il suo figlio adottivo Mario Venturoli Mattei riuscì ad esplorare il mondo in una sorta di pellegrinaggio accrescendo la propria conoscenza in campo medico.
In un modo del tutto alternativo alle cure del tempo.

Nel 1859, dopo varie vicissitudini, entrò in possesso di Rocchetta Mattei e vi  si trasferì definitivamente. 
"Sono io l'unico architetto di questo luogo" è una semi citazione (concedetemelo) che esprime appieno il pensiero del Mattei che costruì ed ingegnò la struttura come se fosse un percorso terapeutico per l'ammalato. 
Pensate che gli ammalati arrivavano perfino dalle Americhe per sottoporsi, GRATUITAMENTE (solo per la gente comune ovvio, era un filantropo ma mica un pazzo) a questo trattamento che Mattei aveva studiato per agire sul fluido nerveo elettrico del corpo umano.
Gli ingredienti erano tutti naturali e di tipo erboristico, la lista delle erbe era pubblica; la formula, dinamica e misteriosa, ovviamente no. 
Non ci crederete ma le sue capacità imprenditoriali gli permisero di avere ben 187 punti vendita sparsi per il mondo che vendevano i suoi preparati, venduti in pratici kit.


Veniamo ora al percorso di guarigione.
Tutto iniziava con il faticoso Scalone d'ingresso con i ripidi e giganteschi scalini, sovrastati da figure eroiche come il leone o mitologiche e leggendarie come l'arpia e l'ippogrifo, spingevano subito il paziente a sviluppare una propria interpretazione del percorso che l'attendeva.  

Tra cunicoli e stanze irregolari, in un tripudio di stili che si intersecano e che vanno dallo stile medioevale al gotico, dal moresco al liberty, andiamo alla scoperta di questo posto incantato, dove ogni "rappresentazione" è per noi da interpretare e dove non tutto è come sembra!

Ogni sala ha una sua particolarità, un segreto nell'architettura e nella decorazione. 

Grazie alle visita guidata potrete conoscere queste stanze recentemente ristrutturate : la Cappella del Conte con il trionfo della finzione, dove il tutto è stato realizzato con materiale povero ma che ai nostri occhi appare una costruzione ricca ed elaborata; al piano superiore troviamo la Tomba del Conte, senza data di nascita ne stemmi della famiglia. Cesare Mattei voleva mandare un messaggio che dinnanzi alla morte siamo tutti umani fragili e uguali. Notiamo una lunga scritta che ricorda all’uomo le sue microscopiche dimensioni rispetto alla grandezza dell’universo.




Usciti dalla Cappella, che per me è la sala più bella, si passa per il Cortile Pensile dove possiamo vedere dall'esterno la Torre dove si presume ci sia stato il Laboratorio del Conte
Varchiamo la porta e ci troviamo a Granada con questo bellissimo Cortile dei Leoni, la Sala della Musica dove venivano accolti i personaggi illustri, la Sala dell'oblio e camera di Mario Venturoli, la Sala della Pace in stile rinascimentale, la Sala Rossa o Studio del Conte dove insieme al Prof. Costa visitavano i pazienti. 

Mi sembra di averle ricordate tutte quante le stanze visitabili, che rappresentano tutti piccoli pezzetti di un un gigante puzzle che è la vita di quest'uomo geniale di scienza.


Rocchetta Mattei è visitabile su prenotazione solo il sabato e la domenica dalle ore 10 alle ore 15 nel periodo invernale e dalle 9,30 alle 13 e dalle 15 alle 17,30 durante il periodo estivo.  Il biglietto di ingresso costa 10 €, che comprende il tour guidato di 1.15 h.

Visitate il sito di Rocchetta Mattei per saperne di più!

Ah, la prima domenica del mese si entra gratis!!


Campitello - Rif. Micheluzzi - LAGO ANTERMOIA


Era un sogno vedere il Lago Antermoia, e ora posso dire di averlo realizzato.
Con una massiccia dose di buona volontà, il motto era : vietato lamentarsi!
Dietro un discreto allenamento fisico, un pizzico di determinazione, fattore c per quanto riguarda il meteo ed infine una buona attrezzatura sportiva.

Non vi resta che pregustarvi l'escursione con il mio racconto di questa bellissima esperienza.

Per arrivare al Lago di Antermoia le soluzioni sono diverse, io ho scelto il sentiero che parte da Campitello di Fassa, raggiungendo il Rifugio Micheluzzi e poi il Rifugio e l'omonimo lago Antermoia. 
Prima di intraprendere questo percorso mi sento di dare un piccolo suggerimento,  se non vi ritenete escursionisti,  ben allenati da affrontare sei ore di cammino, ma non volete precludervi di realizzare il vostro desiderio di arrivare a tutti i costi al Rifugio Antermoia in giornata, vi suggerisco di usufruire  del servizio taxi- bus e jeep con partenza ogni 30/45 minuti da Campitello fino al Rifugio Micheluzzi.
Il costo è di 8 euro solo andata a persona,  facendo così eviterete di affaticarvi e una volta giunti al Micheluzzi sarete freschi di affrontare tre ore di cammino per l'Antermoia.

Detto questo, per chi crede che invece ce la può fare, il mio consiglio è di farlo quando il sole è ancora dietro le montagne, il primo pezzo del sentiero è quello più duro e maggiormente esposto, su strada bianca a tratti asfaltata molto ripida. 
Ci sono delle corde per potersi aiutare a salire, attenzione al passaggio delle auto e a volte dei camion carichi di legna!






Ma iniziamo questa bellissima passeggiata  dal centro di Campitello di Fassa a 1448 m, per  raggiungere il Rifugio Micheluzzi a 1860 metri,  sono circa 1.30 h di cammino e il dislivello è circa 400 metri concentrati sopratutto all'inizio del sentiero. 
Passando per Baita Fraines, si costeggia il Rio Duron in un sentiero silenzioso immerso nel bosco.
Saliamo facilmente, tra gli abeti rossi e i larici, il sottobosco regala colori stupendi, e possiamo anche gustarceli fermandoci nelle panchine che troviamo lungo il sentiero. 



 
Avvolti da tanta natura, arriviamo così al Rifugio Micheluzzi, pausa caffè e timbro nel passaporto delle Dolomiti, ora siamo pronti ad affrontare questa avventura verso l'Antermoia. 

Seguiamo la freccia e il sentiero E 532.



Camminiamo estasiati dal verde accecante, dalle margherite, dal sole che dopo giorni aveva deciso di ritornare per questa bellissima escursione,  le cime delle montagne così lontane, e così impossibili da raggiungere (dicevo tra me e me). 
Ne avevo sentito parlare bene della Val Duron, "vedrai è bellissima", ebbene si, ora posso confermarlo, non è bellissima è superlativa! 
In questo tratto di sentiero ci hanno accompagnato la presenza di mucche al pascolo, yak, le buffe marmotte e i timidi caprioli ! 
 
Probabilmente è la prima volta che vedo delle marmotta così da vicino, corrono e si nascondo nelle loro tane, e con gli occhi non faccio altro che cercarle!

Distratti dalla bellezza di questa infinita valle,  e fantasticando sulle tante piccole baite sparse qua e là, arriviamo in una baita speciale:  Baita Brach (1871 m).

Un oasi creativa di culture bizzarre e giochi per bambini, come sarebbe bello fermarsi qui e prendere il sole sdraiati nel prato, in completo relax!!

Prossima volta, niente tentazioni, proseguiamo la nostra escursione, decisi e determinati di arrivare alla meta!








Superati vecchi fienili arriviamo al bivio di Zopei a 1890 metri, tra i tanti sentieri che si possono fare, il nostro prosegue per il 578 , segnalandoci che per il nostro traguardo mancano solamente 2.30 h!
Giriamo a sinistra e dopo la facilità della Val Duron ecco il primo accenno di salita! 

 
















Attraversiamo il bosco in salita e dopo circa 30 minuti a passo lento arriviamo fino alla grande spianata del Ciamp de Grévena a 2072 m.
Nella foto sotto la mia faccia fiera di quel pezzetto di cammino, ignara di quello che mi aspettava!! 

 

La freccia indicava che mancava ancora 1.30 h. per il Rifugio Antermoia, ma ancora dobbiamo valicare la valle, inutile dire che il sentiero fino adesso è stata una salita continua, ma il paesaggio diviene sempre più vario e più panoramico.



Dopo un tratto di salita ripida arriviamo al Passo delle Ciaregoles a 2282 m che collega la Val Duron alla Val Udai nel Comune di Mazzin. 





Alta concentrazione di marmotte anche qui, il vento è forte, il sentiero cambia numerazione, ora dobbiamo seguire il 580. 


Lasciamo alle spalle la vista del Sassolungo e seguiamo con lo sguardo il sentiero che ci appare davanti, il primo pezzo non sembra difficile, il tratto in salita con la ghiaia mi preoccupa un po'. 
La paura di non farcela me la porto sempre dietro, però basta non farla uscire!  
Seguo con gli occhi i cavi del montacarichi per vedere fino a dove dobbiamo arrivare, sembra assurdo da così, sembra così impossibile arrivarci a piedi.








Siamo sempre più vicino e sotto al  Catinaccio, e la salita che metteva paura è sotto ai nostri piedi.






I tornanti a zig zag facilitano la salita, anche se devo ammettere che più ci si avvicina alla meta e più sento il peso e la stanchezza nelle mie gambe.
Passo Pordoi, Col Rodella, Col de Rossi, Passo Fedaia, Sasso Lungo, Sasso Piatto, Alpe di Siusi, siamo circondati da tanta immensità.

Da qui lo spettacolo che si presenta è impareggiabile, da una parte la verdeggiante Val di Dona dall’altra la piccola Valle di Antermoia con qualche sprazzo di neve e in lontananza l'omonimo Rifugio.

Costeggiamo le pareti del gruppo del Catinaccio, sembra di essere in un'altra dimensione o meglio in un altro pianeta. 


   
Arriviamo al Rifugio, che ad inizio Giugno troviamo ancora chiuso, siamo  a quota 2.497 m, per vedere il lago dobbiamo ancora camminare qualche minuto.
Ecco lì.
Disarmante.
Per noi il paradiso all'improvviso. 


Rimaniamo in contemplazione guardando  questo lago glaciale , in tutta il suo splendore, in continuo mutamento,  le nuvole che corrono riflettono nell'acqua, il tempo di bere una birra al sole e riprendiamo la strada verso Campitello.




Il nome Antermoia risale ad un'antica leggenda ladina, Antermoia infatti, era il nome di una ragazza che, dovendosi separare da un suo pretendente, per il dolore riempì con le sue lacrime la conca che ora forma uno dei laghi più alti delle Dolomiti.

Un escursione appagante, stravolgente, tanto tanto sognata e desiderata. 
Sarebbe stato bello rimanere a bivaccare, ma quando si vuole godere del silenzio e stare lontano dalla processione di escursionisti, l'unica soluzione è la bassa stagione.
  
Si può continuare il sentiero per il Passo Antermoia, Passo Principe, Vajolet e Gardeccia.




 
Nel prossimo post chissaà,  magari vi racconterò quella volta che arrivai al Principe, anche lì una bella soddisfazione!