ISOLE FAROE IN TRE GIORNI


Un assaggio di paradiso è sicuramente meglio di non vederlo per niente.


Vi porto con me in questi tre giorni alla scoperta delle  Isole Fær Øer, composte da un arcipelago di 18 isole, siamo in Danimarca.
Qui è la natura a determinare il tuo programma giornaliero, non Tu. Il vento è una costante, il sole è un privilegio. 
Impossibile non amarla.
Villaggi pittoreschi da nomi impronuciabili, pecore padrone delle strade,  scorci da cartolina e l'idea di essere l'unico italiano, e uno dei pochi, ad essere sbarcato su queste isole.


Questo è il mio itinerario di viaggio, di questi tre bellissimi giorni passati con gli occhi spalancati pieni di stupore e sempre più convinta di essere stata in una paese non terrestre, di essere grata per esserci stata, perché quei paesaggi ancora li sogno di notte, come un posto fantastico e surreale.
Sono solo pagine del mio diario di bordo, con indicazioni e suggerimenti per chi ha voglia di sognare e per chi sta preparando un viaggio in queste sorprendenti isole  danesi.



Il mio diario di viaggio



1° giorno Isola di Vágar

Atterriamo di buon ora nel piccolo Aeroporto di Vágar, a 10 minuti dalla cittadina di  Sørvágur, un atterraggio speciale a pochi metri dall'oceano e dalle vicine montagne.



Sole e vento hanno caratterizzato questa giornata, ritiriamo la nostra piccola auto noleggiata con Budget e partiamo alla scoperta di quest'isola.
Basta qualche chilometro in macchina per capire che quest'isola è veramente qualcosa di sorprendente, le strade piccole sembrano infinite e dopo un tunnel buio in un attimo arriviamo al piccolo villaggio di Gasadulur, prendendo un piccolo sentiero, non poi così ben segnalato svalichiamo la collina e ci troviamo davanti alle immagini che vediamo nei  depliants delle Isole Faroe : la cascata di Gásadalur

E' un'immagine fotografica difficile levartela dalla mente.
Il colore dell'oceano, l'Isola di Mykines in lontananza, il vento, la paura di cadere nel vuoto, le mille cascatelle, l'acqua, il senso di pace e tranquillità... anzi no di LIBERTÀ!

Costeggiamo il sentiero per tutta la collina, nessun recinto, sotto di noi il blu dell'oceano, ci ritroviamo tra le case del piccolo villaggio come degli intrusi, passiamo a pochi passi dai portoni, i cani e i bambini giocano felici davanti casa dove la caoticità della città è impensabile.




Gásadalur conta all'incirca 16 abitanti ed insieme al villaggio di Bøur , dove  passeremo al ritorno, sono i due paesi più antichi dell'Isola di Vágar.
Riprendendo la strada del ritorno verso Sørvágur, l'unica peraltro, facciamo una piccola sosta per vedere il Lago di Fjallavatn.

Seguiamo un sentiero e procediamo a piedi con il navigatore, neanche qui troviamo segnaletica, il silenzio viene interrotto dai versi delle mille specie di rapaci che volano sopra di noi, siamo soli. Quasi.


Dopo quasi 60 minuti di cammino intravediamo  da dietro le montagne il lago, vedendolo cosi  lontano decidiamo di ritornare indietro, la piccola capitale Torshavan ci aspetta!
Dopo 45 minuti di auto, attraversando per intero l'isola di Vágar e prendendo per la prima volta il tunnel  sottomarino Vágatunnilin, ci ritroviamo nell'isola di Streymoy, la più grande e la più popolata.


La strada 50 ci porta alla piccola capitale di Torshavn, dove con un paio di ore a disposizione è possibile girarsela tutta a piedi. Ci gustiamo il tramonto sul porticciolo, passeggiamo tra vie osservando le numerose statue memoriali  sparse per il paese caratterizzato dalle piccole casette in legno con sopra l'erba!

Prima di ripartire non possiamo non assaggiare dello street food, e se non qui dove trovare un buonissimo e fresco fish and chips? Con un prezzo relativamente basso acquistiamo la nostra abbondante porzione di pesce fritto per mangiarlo direttamente nel piccolo chiosco da Emilia, a due passi dal porto.




Ritorniamo verso Sørvágur, e dopo esserci informati sugli orari e le partenze del traghetto per Mykines andiamo nella nostra Guesthouse Hugo, a pochi passi dal porto, qui passeremo la nostra prima notte faroese.





2° giorno Isola di Mykines

La luce del sole che filtra dalle finestre ci sveglia, è tempo di fare la colazione nella bellissima veranda, ci accorgiamo che fuori brilla il sole, è un occasione che non capita spesso qui, prenotiamo subito online i biglietti per il traghetto e lasciamo in fretta la Guesthouse per imbarcarci alle 10.20 per l'isola di Mykines.
Non potevamo essere più contenti.


Con il traghetto passiamo tra le piccole isole fatte di roccia, faraglioni imponenti che emergono dal mare come iceberg, il vento non manca..ma il sole rende tutto così luminoso,vivace e colorato.



 Siamo forse dentro ad un documentario del National Geographic?

Appena arrivati facciamo subito il trekking di due ore per raggiungere il faro, è qui che avviene l'avvistamento più desiderato del viaggio: l'incontro con i pulcinella di mare, o Puffin.


Di esemplari di questa specie, simbolo delle isole, ne abbiamo visti tantissimi da vicino, uno spettacolo in prima fila indimenticabile.
Mykines meriterebbe un post a parte, ed infatti potete leggere qui la giornata in questo piccolo Eden che ho trascorso, ripercorrendo insieme i passi del faticoso ed avventuroso trekking.


Riprendiamo il traghetto delle 17.00, se non volete rimanere a dormire qui questo sarà l'unico collegamento di ritorno della giornata.
Con l'adrenalina in corpo ed il sole ancora alto, prendiamo la macchina e andiamo diretti a Gjógv nell'isola di Eysturoy.




Scorci e panorami mozzafiato, pecore in strada e acqua dappertutto, numerose sono le cascate che si possono intravedere dalle pareti rocciose delle montagne, tutto così surreale e fantastico!

Ma la nostra Gjaargardur Guesthouse ci aspetta con una bella cenetta e una confortevole camera doppia con (finalmente) bagno privato!

Sono le 21.30, il sole non è ancora andato a dormire, la notte tarda ad arrivare, invece noi dalla stanchezza cadiamo subito tra le braccia di Morfeo.





3° giorno Isola di Eysturoy & Streymoy
Per iniziare al meglio questa giornata ci vuole un'abbondante colazione a buffet e questa Guesthouse soddisfa le nostre aspettative!

Visitiamo il pittoresco villaggio di Gjógv con il suo porto che giace proprio nell'insenatura della gola naturale, uno spettacolare scorcio che di notte viene anche illuminato da fari colorati.





Dopo esserci goduti il paesaggio è tempo di lasciare questo posto, che abbiamo detto ideale per trascorrerci la pensione, per percorrere un tratto di "Buttercup routes" ovvero una strada panoramica, nella cartina stradale vengono segnate con un fiore, passiamo Eiði costeggiando tutto il promontorio Eiðiskollur , alto 343 metri.

Rotoliamo verso sud dall'isola di Eysturoy per poi risalire dall'altra parte  dall'Isola di Streymoy, e ci fermiamo a Tjørnuvík

Il villaggio più bello e romantico, secondo me, tra quelli che ho visto fino ad ora.
Un posto speciale, un dipinto su tela ai piedi dell'Atlantico e da dove si può ammirare da lontano i due faraglioni chiamati  il gigante e la strega, le Risin e Kellingin, oppure The Giant and the Witch.



Vale la pena sia percorrere la piattaforma di cemento che costeggia la riva sinistra dell'insenatura che fare una passaggiata nella retrostante collina per ammirare il paesaggio da una posizione più elevata.




Da questo villaggio silenzioso parte un bellissimo trekking di tre ore per arrivare al villaggio di Saksun, dato le scarse informazioni e la macchina a noleggio, accantoniamo l'idea e decidiamo di arrivarci in auto.
A Saksun arriviamo percorrendo una strada panoramica, non sarà come il trekking ma la strada 53 non delude affatto, anzi ci sorprende con sali e scendi, fiumicciatoli e scorci di montagne.
Appena arrivati ci aspetta un'altro tra gli scorci più tipici delle isole, un villaggio con poche case con l'erba sopra ai tetti, una chiesetta e la vista del lago.


Entusiasti da tutto questo splendore, grazie alla bassa marea decidiamo di fare una passeggiata costeggiando il lago ed arrivare fino a toccare le acque l'oceano.
E' ora di pranzo e la fame si fa sentire, nelle Faroe abbiamo veramente fatto fatica a mangiare fuori per diversi motivi: chiusura delle attività per bassa stagione, prezzi irraggiungibili e inesistenza di veri e propri locali. 
Quindi abbiamo quasi sempre scelto di fare spesa nei supermercati e mangiare on the road.
Non volevamo lasciare l'isola senza andare a pranzo fuori e gustarci un piatto della cucina faroese, ci spostiamo quindi dove ci sono più possibilità di attività di ristorazione come ad esempio la città di Vestmanna, turisticamente conosciuta per la crociera nelle grotte e l'avvistamento puffin.
Nessuna escursione per noi, ma solamente due passi in questo grazioso villaggio e con felicità per il nostro palato ci fermiamo a pranzo al Ristorante- Bar del Vestmanna Tourist Office. 




Pranzo a buffet con zuppa di pesce e contorni vari 25 euro a testa, buono ed economico per i prezzi proposti in zona!  
Riprendiamo il tunnel sottomarino per ritornare a Vágar, questa volta a Sandavágur, dove passeremo l'ultima notte presso il Giljanes Hostel, un ostello moderno e  frequentato da comitive.

N.B. Possibilità di cucinare e campeggiare!!

Ci godiamo l'ultima sera passeggiando alla ricerca del dito della strega : Trøllkonufingur.





Sembra l'isola che non c'è, difficile arrivarci ma non impossibile; girate per la chiesa bianca e rossa di Sandavágur e procedete fino a che non incontrate alla vostra destra un piccolo parcheggio a picco sul mare, da qui sono 400 metri a piedi fino al belvedere.

Se trovate un cancello chiuso, non temete, l'isola è piena di cancelli chiusi, non significa che non potete entrare ma solamente che dovete chiudere il cancello dietro di voi una volta passati di lì. 
Il mistero del cancello chiuso è per le pecore, per non lasciarle libere di pascolare in posti magari troppo sconvenienti e pericolosi!

Ma ritorniamo al "dito della strega", questo monolite alto 313m è stato scalato solo un paio di volte pochi anni fa, sembrerebbe un'impresa impossibile e per pochi!

Il viaggio all Isole Faroe è terminato, da lì abbiamo preso il volo per l'Islanda, inutile dire che  è stato il viaggio che mi abbia affascinato di più fino ad oggi.

Vi auguro un giorno di poterle vedere così, pure come le ho viste io.



"Questo è un altro aspetto rasserenante della natura: la sua immensa bellezza è lì per tutti. 
Nessuno può pensare di portarsi a casa un’alba o un tramonto."

Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra






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